Di Paolo Becchi per A/Simmetrie, 11/2015


Il concetto di Europa è stato da sempre un concetto piuttosto evanescente. L’idea di Europa è, del resto, avvolta nel mito. Europa, figlia di Agenore re dei Fenici (gli attuali siriani), viene rapita sulla spiaggia da un toro bianco di grande bellezza e mitezza che la trasporta sino all’isola di Creta, dove assumendo le sembianze di Zeus, genera con lei tre figli, tra i quali Minosse. Fin qui il mito testimonia una visione armonica tra l’uomo, il divino e l’animale. Il rapimento è consensuale, non c’è violenza, anzi la donna abbraccia voluttuosamente il toro e l’attrazione è fatale. Ma come vedremo alla fine di questa mia analisi il mito ha delle conseguenze tutt’altro che pacifiche e che, per certi versi, possono spiegare alcune dinamiche attuali. Politici come Robert Schuman, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi nel secondo dopoguerra hanno peraltro cercato di alimentare un’altra leggenda, quella che fa risalire storicamente le origini dell’Europa alla nascita del Sacro Romano Impero. Dal loro punto di vista è comprensibile: Carlo Magno era il simbolo della cristianità e tutti e tre erano democristiani. Carlo Magno però nel IX secolo aveva in mente non l’Europa, bensì l’Impero Romano, come tra l’altro ha mostrato il grande storico francese, recentemente scomparso, Jacques Le Goff. Ma se è pur vero che le origini dell’Europa non sono da rintracciare nel Sacro Romano Impero non è affatto da escludere che essa sia destinata a fare la stessa fine dell’Impero Romano.

JEL Classification: N93, N94, E42, H53, H77


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