Di Paolo Becchi su Libero, 03/06/2016


Augusto Barbera, stando alle notizie di cronaca, sarebbe indagato per falso in atto pubblico per aver sponsorizzato il figlio di un collega in un concorso pubblico. Nulla di grave: la maggior parte dei concorsi universitari sono truccati, noi siamo garantisti e non lapideremo il noto costituzionalista, magari per una semplice telefonata. Certo, non è una bella immagine per la Corte Costituzionale, organo supremo di garanzia, avere tra i suoi quindici membri un indagato. Ci si chiederà, come ha fatto Barbera ad arrivare fino alla Corte, non è mica una passeggiata. E la risposta degli «anticasta» è già bella pronta: la colpa è sicuramente di Renzi e Verdini o di qualche residuo del Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi. E qui casca l’asino. Un inciucio c’è stato, ma tra il Pd e il M5s. Un vero e proprio scambio di poltrone, che deve aver fatto incazzare non poco tutti gli altri, in particolare il centro-destra che non ha alcuna rappresentanza nell’organo di garanzia. Dopo 31 fumate nere, e il serio rischio di far cadere il governo, i parlamentari del M5S nel dicembre 2015 hanno fatto da stampella a Renzi e senza alcuna consultazione con gli attivisti in rete (che ormai non conta più una beata mazza) hanno deciso di puntare su un unico loro candidato, Modugno, e accettato il candidato del Pd, pur sapendo – badate! – già da allora che Barbera era sfiorato da un’inchiesta relativa a concorsi truccati, quella stessa inchiesta per cui ora è ufficialmente indagato. «L’onestà tornerà di moda»… in futuro forse, al momento era opportuno piazzare alla Consulta Barbera, massimo difensore dell’Italicum, ovvero la legge elettorale perfetta per il M5S. E un Barbera alla Consulta è certo una garanzia per evitare la bocciatura dell’Italicum. Stiamo pur certi che nessuno domani sul sacro blog chiederà le dimissioni di Barbera…

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