di Paolo Becchi su Libero, 25/06/2016


Ci hanno provato in tutti a modi a bloccare quella che su queste stesse pagine ho chiamato la «voglia di nazione» che si respira in Europa. Ma, questa volta, non ci sono riusciti. Neppure la strumentalizzazione di una vittima innocente ha salvato il «mostro di Bruxelles». Questo è solo l’ inizio di una guerra di liberazione europea dalla tirannia di una Unione che è soltanto una unione di banche, di oligarchie finanziarie, di burocrazie ingrassate. Ed è un segnale per tutti i popoli europei: hanno truccato il voto in Austria, ma non sono riusciti a fregare i cittadini inglesi. In Francia Le Pen ha già annunciato che, in caso di vittoria alle presidenziali, toccherà anche ai francesi decidere se restare in Europa. Ed altri paesi nordici, e l’ Olanda, forse seguiranno la strada del referendum. In Italia, invece, il M5S, proprio ieri, ha tradito il suo programma, rinnegando persino quel Farage con cui è alleato nel Parlamento europeo e dimostrando ormai di essere favorevole, costi quel che costi, alla Ue e all’ Euro. Di questo tradimento prima o poi gli italiani si accorgeranno, e allora il M5S farà la stessa fine di Tsipras. Soltanto una Lega d’ Italia e per l’ Italia può oggi incarnare quella voglia di nazione che sta dilagando in Europa: nascerà questa nuova Lega, ci riuscirà? Difficile dirlo. Proprio la ripresa di quel progetto di un referendum per l’ uscita dalla dittatura dell’ Unione Europea che è stato miseramente abbandonato dal M5S, potrebbe segnare una nuova fase politica. Si tratterebbe, è vero, di un referendum consultivo – o, meglio ancora, di un «referendum di indirizzo», come quello che si ebbe nel 1989 e che, proprio come allora, potrebbe essere introdotto mediante una legge costituzionale ad hoc. Ma – come ha dimostrato il caso dell’ Inghilterra – un referendum di tale importanza, per quanto consultivo, non potrebbe che vincolare, di fatto, il Governo a prendere atto della volontà popolare. Così è avvenuto ieri: il popolo inglese ha parlato, direttamente. Ma adesso tocca al popolo italiano. Se ci sono riusciti gli inglesi, perché non potremmo riuscirci noi? Non abbiamo che da perdere le nostre catene, e conquistare la libertà.

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