di Paolo Becchi su Libero, 18/07/2016


Per cercare di capire quello che sta succedendo in Turchia forse è il caso di partire da un dettaglio che mi pare sia sinora sfuggita ai giornali e alla televisioni del nostro bel Paese. Molte volte i dettagli rivelano più delle grandi analisi politologiche degli esperti. Erdogan è più forte o più debole? Si è fatto il golpe da solo, o un gruppo di militari turchi ha tentato il colpaccio? Lasciamo queste domande ai molti esperti che occupano paginate di giornali e spazio televisivo. Il dettaglio di cui nessuno vi ha parlato: da dove sono partite le prime squadriglie di caccia militari che per primi hanno attaccato e bombardato gli edifici istituzionali dello Stato e del governo di Ankara? Ovviamente da una base militare, ma guarda il caso si tratta di una base militare americana: la base aerea di Incirlick, utilizzata dagli americani per colpire la Siria. Erdogan deve averlo capito abbastanza presto perché ha subito deciso la chiusura della base e fatto arrestare un generale. Un secondo dettaglio: da dove è partita la notizia di cui tutti hanno invece parlato poi rivelatasi falsa di un Erdogan in fuga nei cieli sopra Berlino? Dai Merkel, fammi scendere … Da una rete di informazioni televisiva americana la Nbc, che noi ovviamente senza controllarne la fondatezza abbiamo ripreso in tutti i telegiornali. Come mai la Nato non è intervenuta subito a sostengo di uno Stato membro, come avrebbe dovuto fare, ma ha aspettato l’ evolversi della situazione, come del resto gli Stati Uniti e l’UE, con una Mogherini che rilascia dichiarazioni al limite del ridicolo? Questo non è più un dettaglio, ma una domanda grande come una casa. È evidente: gli americani non possono tollerare un Erdogan che riconosce il suo errore e riallaccia rapporti diplomatici con Putin, il Putin che ha sconfitto da solo l’ISIS in Siria, e la cosa brucia agli americani da morire. La Turchia, Paese della Nato, che si allea con la Russia ? Proviamoci allora col colpetto, dopo aver fallito quello in Ucraina (sempre in funzione antirussa), chissà che non possiamo rifarci in Turchia. Mal che vada si alimenta il caos globale, e anche questo va bene per chi sta perdendo il proprio dominio imperiale. Postilla: secondo notizie che non sono peraltro confermate Erdogan sarebbe in procinto di chiudere anche la base militare di Gaziantep, in cui si trovano 135 militari italiani. Lo so, prioritario è il reddito di cittadinanza senza dimenticare i rifiuti di Livorno, ma non sarebbe il caso che qualche forza politica, dopo aver controllato la notizia, chiedesse di richiamare in patria i nostri militari al più presto?

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