di Paolo Becchi su Libero, 23/07/2016


Nel giorno del suo compleanno, Beppe Grillo sembra abbia compiuto il passo decisivo: cedere la proprietà del simbolo – e la titolarità di tutti i diritti connessi – a quella Associazione (e poi Fondazione) Rousseau voluta da Casaleggio padre per controllare il Movimento anche da lassù. O forse alla fine la proprietà passerà nelle mani di Luigi Di Maio, destinato a sostituire MAtteo Renzi, se non farà quello che dopo aver letto Libero Re Giorgio gli ha consigliato di fare. Il Movimento Cinque Stelle sta attraversando, almeno elettoralmente, un periodo di ascesa: le ultime elezioni amministrative sono state una vittoria senza dubbio (per quanto le alternative fossero, decisamente, scarse). Ma le cose non vanno altrettanto bene dal punto di vista istituzionale ed organizzativo. Prima a Roma, e poi a Napoli, il Tribunale ha finalmente riconosciuto quello che avevo già scritto nel mio libro (Casaleggio&Associati, Kaos editore), vale a dire l’illegittimità delle “epurazioni” volute dallo “Staff di Grillo” negli scorsi mesi, condannando il M5S a riammettere i “dissidenti”. Certo, i dissidenti continueranno a non contare, politicamente, nulla. Come Capitan Pizza, del resto, che sta aspettando Godot. Ma il vero rischio è che, visti i precedenti di Roma e Napoli, centinaia (e non più decine) di “epurati” comincino a presentare ricorsi non solo per la riammissione nel Movimento, ma soprattutto per il risarcimento dei danni subiti per l’illegittima espulsione. Uno di questi da solo ha già chiesto 150.000 euro che saranno devoluti in beneficenza: moltiplicate per un centinaio e diventa una bella cifretta. E chi dovrebbe pagare? Allo stato attuale, Grillo in persona. Ecco perché, da buon genovese, egli ha fiutato subito il pericolo. Non gli resta che cedere al più presto il simbolo. Dal punto di vista umano, è perfettamente comprensibile: «Belin – avrà pensato Beppe – ho compiuto ieri 68 anni e rischio che questi, se vogliono, mi portino via tutto. Tenetevi pure questo cazzo di simbolo, allora, e andatevene tutti a fanculo». Certo, hai ragione Beppe, e consentici un po’di ironia, senza passare subito alle querele. Il prezzo che devi pagare per la tua sicurezza economica in fondo è piccolo, e poi cosa fai senza Gianroberto? Uscire dalla scena politica e riprendere a fare quattrini con gli spettacolini, magari in Rai, dai – ammettilo – è quello il tuo sogno. Il controllo del Movimento politico è comunque già passato nelle mani di una oscura “piattaforma” chiamata Rousseau gestita da Casaleggio junior (ma che fine ti hanno fatto fare povero Rousseau…) e in parlamento dal nuovo amichetto delle lobby: Luigi Di Maio. Tanti auguri, Beppe.

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