di Paolo Becchi su Libero, 13/08/2016


Renzi può essere criticato per tutto quello che ha fatto e sta facendo, ma è difficile attaccarlo su una cosa. A differenza del suo predecessore, la cosa va ricordata, ha utilizzato tutti i mezzi che la Costituzione gli metteva a disposizione per far approvare la revisione costituzionale più ampia della storia repubblicana. Ci sono state alcune forzature, ma niente di paragonabile al Colpo di stato diretto da Napolitano nell’estate del 2011. Si può condividere la revisione o non condividerla, personalmente non la condivido, ma gli va dato atto di essere stato il primo a giungere vicinissimo ad un notevole cambiamento rispetto al passato, un cambiamento del tutto in linea con quel sistema postdemocratico che governa ormai l’Ue, e se nessuno è riuscito a fermarlo la colpa non è certo sua, semmai in primo luogo dell’opposizione interna al suo stesso partito che alla fine pur di non perdere il posto ha votato qualsiasi cosa. Tutto dovuto al controllo ormai totale di Renzi sulla vita politica italiana? Anche questo è eccessivo. Un esempio. Anche se in questo caso non c’era alcun bisogno di una raccolta di firme per indire il referendum, Renzi ha voluto raccoglierle sfidando il fronte del no e, cosa che è passata quasi inosservata, vincendo questa prima sfida. La Cassazione ha infatti ritenuto valido il numero delle firme raccolto per il sì mentre il comitato per il no non ha raggiunto l’obiettivo. Peccato che la Cassazione non ammetta la possibilità di un controllo delle firme raccolte, ma è difficile non fidarsi della Suprema Corte. Come mai se questa revisione incontra una così vasta opposizione nel Paese, stando a tutti i sondaggi e a tutti i giornaloni, non si sono riuscite a raccogliere da parte del fronte del no le firme necessarie? La risposta mi sembra evidente. Il fronte del no è del tutto lacerato e ogni forza politica ha raccolto le firme per proprio conto o non le ha neppure raccolte, con l’argomentazione che tanto il referendum ci sarebbe stato lo stesso. Ora dopo non essere riusciti neppure a raccogliere le firme necessarie si procede nello stesso modo nella lunga campagna referendaria che ci attende. Nessuno che abbia pensato a proporre un coordinamento tra tutte le forze politiche contrarie alla revisione della Costituzione. Ognuno si muove per conto proprio. Chi in scooter per farsi un po’ di pubblicità in giro per l’Italia, chi invece già proponendo assemblee costituenti, dando già per scontata la sconfitta di Renzi. Un grave errore. Tutti hanno sottovalutato Renzi all’inizio e ora che si trova un po’ logorato tutti già a pensare che abbia i giorni contati, scambiando per realtà i propri desideri. La realtà però è che una volta Renzi dovesse anche per un solo voto vincere il referendum non ci saranno più ostacoli al suo dominio nel Paese. E il renzismo diventerà il rimedio alla malattia senile del berlusconismo.

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