di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti su Libero, 15/09/2016


Se si guarda alla lista degli eventi partecipati da Hillary nei primi 14 giorni di agosto, e se li si confronta con quelli tenuti da Trump, si potrà notare facilmente come la candidata dei Democrat tra un evento e l’altro sia stata costretta a ricorrere a molti più giorni di riposo del suo rivale. Quello che è accaduto l’altro giorno ha portato pienamente alla luce un problema che ora i media e gli stessi sostenitori della Clinton non possono più tacere, se non cercando di fornire delle spiegazioni mediche difficilmente compatibili con quello che è accaduto l’altro giorno. Ma veniamo ai fatti. Dopo che Hillary si è recata al memorial del 11 settembre si è allontanata incamminandosi verso il van scortata dal servizio segreto. Quando stava per avvicinarsi alla portiera del mezzo, ha iniziato visibilmente a perdere l’equilibrio, tanto da cadere all’indietro, ed è possibile vedere due donne del suo staff sostenerla per impedirle la caduta all’indietro. Dopo pochi attimi, Hillary si accascia definitivamente e se non fosse stato per il pronto intervento dello staff dei servizi segreti, sarebbe caduta priva di sensi al suolo. La spiegazione ufficiale fornita dalla sua dottoressa, Lisa R. Bardack, per spiegare questo mancamento è stata inizialmente quella di una condizione di «disidratazione», per poi virare successivamente su quella della «polmonite». A contestare questa versione sul proprio sito è stato il dottor Ted Noel, anestesiologo con 36 anni di esperienza, che spiega le ragioni per le quali nessuna di queste due condizioni è compatibile con quanto accaduto alla Clinton. Per arrivare a uno stato di disidratazione, spiega Noel, sono necessarie due condizioni: la prima è la perdita di acqua; la seconda è la mancata somministrazione di liquidi, non bere in altre parole. Scartandola seconda eventualità, la prima potrebbe verificarsi con rilevanti perdite di sudore oppure con diarrea, vomito o perdita di sangue. È del «tutto evidente», continua Noel, che queste ultime tre condizioni non hanno avuto luogo e per quello che riguardala prima, a Ground Zero non era una giornata particolarmente calda. Quindi cosa è successo alla Clinton? Per il dottor Noel «se avesse avuto una polmonite sarebbe stato impossibile per lei uscire dalla casa della figlia Chelsea dopo appena 90minuti sorridente e salutare i passanti». La cosa ancora più grave è che sia stato permesso ad una bambina di avvicinarla, quando la polmonite, come noto, è contagiosa. Il medico americano a questo punto ripercorre la storia clinica della Clinton degli ultimi anni, le sue frequenti cadute, i suoi vuoti di memoria e mette puntualmente in risalto come già nel passato i dottori che la seguono abbiano già parlato di polmonite e disidratazione per spiegare i malori che le sono capitati in precedenza, a cominciare da quello del 2012 quando Hillary cadde e anche all’epoca venne detto che fu per «disidratazione». Secondo Noel, i suoi sintomi sono compatibili con la malattia del morbo di Parkinson, e le lenti azzurre che indossava in quell’occasione e in altre uscite, «servono per ridurre i disturbi motori» che provoca questa patologia. Quindi quando Hillary è stata portata nell’appartamento della figlia, sarebbe stato per somministrarle un farmaco come il Levodopa, utilizzato per ridurre i sintomi della malattia e permetterle dimostrarsi completamente ristabilita davanti ai giornalisti dopo il malore di poche ore prima. Non sappiamo se l’ipotesi del dottor Noel sia esatta, ma quel che è certo è chele condizioni di salute della Clinton non sembrano compatibili con una polmonite o una disidratazione e il pubblico americano inizia a chiedersi se non sia il caso che la candidata democrat non mostri un certificato medico imparziale oppure che presenti un sostituto. Nel frattempo Trump continua a beneficiare delle difficoltà della sua avversaria già nell’ ultimo sondaggio effettuato da Bloomberg che vede il candidato repubblicano condurre con il 48% contro il 43% della Clinton nello stato chiave dell’Ohio. L’ipotesi avanzata nella nostra precedente inchiesta, ovvero quella di far arrivare la Clinton almeno all’appuntamento di novembre e in caso di una eventuale vittoria sostituirla per motivi di salute con il vicepresidente Tim Kaine, vicino a Soros, sembra molto meno praticabile per il partito Democratico che inizia già a pensare a una sostituzione in corsa di Hillary.

Ps Nella notte l’Associated Press rivela che secondo i medici e la cartella clinica della Clinton, Hillary resta idonea a fare il presidente.

Annunci