di Paolo Becchi su Libero, 10/12/2016


C’è un modo per uscire dall’impasse in cui siamo finiti? Chiunque riconoscerà che andare a votare, domani, con l’Italicum alla Camera ed il Consultellum al Senato, sarebbe un suicidio. Ma le proposte per evitare questa situazione sono diverse.
Per il M5S, occorre aspettare la sentenza della Corte sull’Italicum -attesa per la fine di gennaio – per poi, sulla base degli eventuali «ritocchi» apportati dalla Consulta, far approvare un «nuovo Italicum» anche per il Senato. Insomma: tradendo il progetto della legge elettorale che gli attivisti hanno già votato in rete dopo un lungo percorso di discussione, il capo politico del nuovo partito post-Casaleggio ha deciso di puntare tutto su una legge sino a due giorni fa definita «fascista». Dunque Italicum, e con meno modifiche possibili (solo quelle che la Corte, eventualmente, riterrà indispensabili).
Bisogna allora capire come vorrà orientarsi la Consulta. Non è detto che essa decida di intervenire davvero sulla legge elettorale – come fece con il Porcellum -, magari trincerandosi dietro il fatto che non si può prendere una decisione «preventiva», su una legge che non è mai stata applicata.
Qui le cose si complicherebbero, perché si resterebbe con un «doppio» sistema elettorale, Italicum (Camera) e Consultellum (Senato), senza neppure l’«avvertimento», il «pungolo» della Corte che spinga per una modifica. Per questo potrebbe anche accadere che, con una sentenza di accoglimento parziale di tipo «monitorio», la Corte decida quantomeno di suggerire al legislatore alcune modifiche essenziali, le quali – a quel punto – potrebbero essere la base per una nuova legge elettorale, facile da approvare, da applicare ad entrambe le Camere.
Il M5S punta, evidentemente, a questa ipotesi: approfittare dei pochi rilievi della Consulta per far approvare velocemente un nuovo Italicum valido sia per la Camera che per il Senato. Del resto l’operazione che graziealM5S ha portato Augusto Barbera alla Consulta (senza alcuna consultazione, degna di questo nome, in rete) aveva proprio questo scopo: blindare l’Italicum. Insomma: al posto di un Italicum criticatissimo, eccone ora addirittura due, ma che non sarebbero più criticabili, dopo l’avvallo più o meno esplicito della Consulta. Non c’è dubbio che questa proposta non miri agli interessi del Paese, ma a quelli della propria bottega: una ulteriore dimostrazione del fatto che ormai i «grillini» sono proprio come gli altri. Ma l’attuale parlamento sarebbe disposto a votare una legge elettorale che assicura, di fatto, solo la vittoria al M5s? Difficile pensarlo.
E allora quale potrebbe essere una proposta di legge sensata per un Paese ormai con tre poli? Il maggioritario non ha alcun senso se non in una situazione bipolare. Altrimenti, ci vuole il proporzionale. Se si vuole garantire la rappresentatività, dunque, non resta altro che fare l’opposto di quanto proposto dal partito di Grillo. Non trasferire l’Italicum al Senato, ma viceversa, portare anche alla Camera il Consultellum. L’operazione sarebbe ancora più facile. Con una legge di un solo articolo, sarebbe sufficiente, infatti, disporre l’abrogazione dell’Italicum. A quel punto, tornerebbe in vigore, anche per la Camera, la precedente legge elettorale, ossia il Porcellum, così come modificata dalla sentenza della Corte. In questo modo si potrebbe andare a votare anche domani.
Ma sapete cosa vi dico? Non succederà. Infischiandosene della volontà popolare i nostri deputati e senatori faranno di tutto per arrivare alla fatidica data del 15 settembre per potersi godere il vitalizio.

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