di Paolo Becchi su Libero, 21/12/2016


Orrore a Berlino, una lunga scia di sangue e di morte. Non è la prima e non sarà l’ultima. Tante le vittime e ancora più tanti i feriti. Ma se hai una figlia a Berlino la prima cosa che fai, quando scioccato stai seguendo in diretta su Zdf (il secondo canale televisivo tedesco) la cronaca di quello che è successo, è pensare a lei e non all’umanità intera. Una figlia a Berlino, e non in vacanza, si perché vede, caro Ministro Poletti, mia figlia (laureata) per trovare un lavoro degno di questo nome, non la miseria dei suoi voucher, è stata costretta ad abbandonare il suo Paese ed è dovuta emigrare.

Questo, mia figlia come tanti altri giovani, come Fabrizia che ha perso la vita, lo devono a lei e a tutti quelli che l’hanno preceduta, che con le riforme del lavoro per salvare l’euro hanno distrutto il lavoro, hanno obbligato i nostri figli, come dice lei, a togliersi dai piedi.

No, io non chiedo le dimissioni per le sue parole offensive, come persona merita solo il disprezzo, chiedo piuttosto che la Corte costituzionale dia a me e a tutti gli italiani la possibilità con il referendum di esprimerci sulla sua “riforma” del lavoro, di darle quella stessa lezione che il popolo italiano ha dato a Renzi sulla sua “riforma” costituzionale.

“Riforma” della Costituzione e “riforma” del lavoro sono due facce della stessa medaglia ed è un peccato che tutti oggi parlino del Mattarellum, aspettando il Godot delle elezioni politiche, che nel breve comunque non verranno, e nessuno di cio che piu sta a cuore agli italiani: un lavoro dignitoso.

Tutti o quasi sono caduti nella trappola di Renzi, con il rischio che alla tine lo si aiuti a rifarsi un bel vestitino nuovo, visto che l’Italicum non corrisponde più alle sue misure. Che branco di idioti. Nessuno che ricordi che nuove elezioni politiche con una legge elettorale ad hoc consentiranno a Renzi di entrare dalla finestra dopo essere stato mandato fuori dalla porta. Insistere sul lavoro e sul nuovo referendum: questo gli darebbe invece il colpo di grazia.

Neppure il lavoro peraltro oggi ti garantisce la sopravvivenza. Era sufficiente che mia figlia non fosse stata bloccata da un lavoro urgente da finire e anche lei sarebbe stata in quel mercatino di Natale, per comprare un paio di regalini per i suoi genitori e i fratelli, prima di tornare in Italia per trascorrere in famiglia le festivita. Mia figlia e stata baciata dalla fortuna, Fabrizia no. Io ho tirato un sospiro di sollievo, peri familiari di Fabrizia un dolore immenso.

Come e fragile e accidentale la vita, una canna spezzata dal vento, ma il fatto e che a Berlino le vite non sono state spezzate da un grave incidente stradale, ma da un attentato terroristico. E la stessa dinamica sperimentata a Nizza che continua a Berlino e continuerà in Europa. L’Isis perde in Siria e in Iraq e si vendica qui. E ora ovviamente assisteremo all’indegno spettacolo, che gia conosciamo, dei capi di governo europei che si uniranno nell’unico coro, funebre, che lor signori conoscono: «ci vuole piu Europa» per combattere il terrorismo. Sepolcri imbiancati.

E no, no, no, è proprio questa Europa che alimenta il terrorismo, con una immigrazione sempre piu incontrollata, è proprio questa Europa che lo fagocita, finanziando paesi che aiutano l’Isis come l’Arabia Saudita e il Qatar. Se vogliamo combattere il terrorismo non abbiamo bisogno di «più Europa», ma di tornare alle piccole patrie che si occupano anzitutto dei propri figli.

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