Intervista a Paolo Becchi su Intelligonews, 30/12/2016


Paolo Becchi, filosofo e accademico italiano, intervistato da IntelligoNews, boccia duramente il comportamento di Obama, dopo la decisione del presidente uscente di espellere 35 diplomatici russi con l’accusa di essere delle “spie”.

Scontro aperto tra America e Russia, alla vigilia dell’insediamento di Trump. Che idea si è fatto della vicenda?
«Quello che sta facendo Obama rappresenta un serio pericolo per la pace nel mondo, altro che Premio Nobel per la pace bisognava dargli il Premio Nobel per la guerra. Il rischio è grossissimo, lui sta prendendo decisioni alla soglia dell’addio in un momento inopportuno, mettendo a repentaglio la nuova alleanza che ci poteva esserci tra America e Russia dopo le aperture di Trump a Putin. Obama sta cercando di dare colpi di coda durissimi nei confronti della nuova amministrazione che sta praticamente tentando di bloccare. Lui sta dicendo che le elezioni americane sono state truccate dalla Russia». 
 
Quindi è corretto parlare di vendetta di Obama?
«E’ una vendetta che può avere ripercussioni notevoli, io mi auguro che Putin reagisca in modi adeguati, senza voler cadere nelle provocazioni, consapevole del fatto che tra meno di un mese finirà l’amministrazione Obama che è stato uno dei peggiori presidenti degli Stati Uniti. E’ una situazione drammatica che può degenerare da un momento all’altro. Quando si attuano manovre di questo genere solitamente scoppiano delle guerre, auguriamoci che non sia questo il caso. Le decisioni di Obama sono di una gravità inaudita e praticamente delegittimano l’elezione di Trump, che si vuol far capire è stato eletto attraverso operazioni di spionaggio della Russia. Accusa mossa tra l’altro senza avere le prove, Obama non ha alcuna prova in mano e vuole mettere in grave difficoltà Trump. Nessun presidente americano ha mai fatto una cosa del genere». 
Gli Usa sono preoccupati dall’asse turco-russo in Siria?
«E’ ovvio che Putin è l’uomo dell’anno, ha vinto ovunque, ha risolto il dramma siriano, liberato Aleppo, sta inanellando un successo dopo l’altro, pensiamo alla Crimea dello scorso anno, mentre gli Stati Uniti attraverso la Nato cercano di accerchiarlo. Putin sta dimostrando una grande intelligenza politica e ottenendo ottimi risultati. Per questo Obama tenta di indebolirlo. Tra l’altro Trump ha messo sottosegretario di Stato una persona vicina a Putin, a testimoniare che il rapporto Usa-Russia sarà diverso. Credo che dietro a tutto ci sia la lunga mano di Soros che è uno dei grandi perdenti nella finanza mondiale con la sconfitta della Clinton che lui ha appoggiato. Ora si tratterà di vedere come reagirà Soros in Europa dove si sposterà il conflitto». 
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