Giampiero Timossi intervista Paolo Becchi su Il Giornale, 15/01/2017


«È anche colpa della sfortuna». Prego? «A Napoli non meritavamo di perdere». Ma a Napoli non si è votato? «Si è giocato, io parlo della Sampdoria». Paolo Becchi, 61 anni, ordinario di Filosofia del Diritto all’Università di Genova, è stato attivista e resterà elettore del Movimento Cinque Stelle, ha collaborato con Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, a giugno ha pubblicato Cinque Stelle & Associati. Dice: «Ormai nel Movimento la democrazia non esiste più. Chi non è d’accordo su tutto o viene espulso o viene emarginato. Io ho fatto una scelta, ho lasciato».

Sfortunata la Samp, fortunato il Movimento i guai di Roma, le inchieste sulle firme false e le figuracce al Parlamento europeo non hanno intaccato la fiducia degli elettori pentastellati. Ha letto?

«Nessuna sorpresa, abbiamo imparato a non fidarci dei sondaggi, basta vedere cosa è accaduto negli Stati Uniti».

Un sondaggio Ipsos dice: il caos Cinque Stelle ha prodotto una crescita di consenso dello 0,9%. Primo partito con il 30,9, davanti al Pd che starebbe al 30,1%. Perché?

«Qualsiasi cosa faccia, Grillo comunque vincerà. Semplicemente perché non c’è un’alternativa. Penso a quello che diceva Indro Montanelli».

In quale occasione?

«Quando diceva: turatevi il naso, ma votate Dc. Oggi si tureranno il naso e voteranno Cinque Stelle. Perché manca un’alternativa di “centrodestra”, anche se a me non va più bene chiamarla così».

Come la chiamerebbe?

«Una forza sovranista e identitaria. La lotta politica del futuro non sarà più tra destra e sinistra ma tra sovranisti e globalisti. Già c’è, Salvini passi dalla Lega nord alla Lega e vediamo cosa succede. Non significa rinnegare il passato, ma evolversi. Guardate che ha fatto Grillo».

Che ha fatto?

«Con Gianroberto Casaleggio le decisioni si prendevano in Rete. Oggi la Rete gli serve per ratificare decisioni che prendono in due, Grillo e Casaleggio junior. Il ragazzo è un tecnico informatico bravissimo. Ma non ha la cultura filosofica e politica del padre».

Un’allenanza di governo Cinque Stelle e Lega?

«Ci sta tutto, presto cadrà nel Movimento anche il vincolo delle alleanze. Ma io vedo più probabile un’alleanza Cinque Stelle e Pd. Di fatto c’è già, guardate quello che è accaduto alla Corte costituzionale, sull’articolo 18. Questo quesito referendario è stato bocciato grazie ai voti dei giudici scelti nell’accordo Renzi-Grillo».

Grillo vuole solo governare?

«Certo, basta vedere quello che ha combinato al Parlamento europeo. Voleva più soldi e più potere. Davide Casaleggio puntava quelle commissioni che regoleranno nuovi business come l’e-commerce per esempio. Solo che non hanno classe dirigente. Vinceranno e metteranno Oscar Giannino al Lavoro e Mario Monti all’Economia».

Monti?

«Grillo non voleva andare con i liberali di Alde? È l’eurogruppo degli uomini di Monti».

Lei cosa voterà?

«Ora bisogna votare il referendum sul voucher, questo vogliono gli italiani. Le elezioni subito le chiede Renzi, per tornare protagonista. Alle politiche si andrà con una nuova legge elettorale, in Rete con i Cinque Stelle avevamo fatto una proposta: proporzionale alla spagnola, con correttivi sulle preferenze come il modello svizzero. Ora pare non gli vada più bene, comunque…».

Comunque?

«Berlusconi verrà assolto dalla Corte di Strasburgo, giusto così, sacrosanto. Forza Italia può diventare il terzo incomodo. Berlusconi ha sempre la sua forza, ha scoperto la rete, ora diventi anche keynesiano e ci siamo. Il liberismo spinto non è più attuale, serve uno Stato che sappia intervenire».

Bene, ma lei cosa voterebbe?

«Avevo votato solo per i referendum, mai alle Politiche. La prima volta l’ho fatto nel 2013: Cinque Stelle. Adesso? Vediamo che faranno Salvini o Berlusconi».

Altrimenti?

«Mi turerò il naso e voterò Cinque Stelle. O mi asterrò, intanto l’unica vera passione che ho è la Sampdoria».

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