Di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti su Libero, 16/01/2017


La Russia ha dato il via allo schieramento degli S-400. La mossa può apparire inaspettata, specialmente per il fatto che il sistema missilistico antiaereo è stato dispiegato a sud di Mosca, ed è in stato operativo. Ci si chiede perché mai la Russia abbia deciso di schierare un simile sistema di difesa a poca distanza dalla capitale, facendolo tra l’altro pubblicamente. La nota del ministero della difesa russo è piuttosto stringata e non fornisce molte spiegazioni: «le squadre di combattimento della SAM appartenenti alla difesa aerospaziale della regione di Mosca hanno messo in funzione il nuovo sistema di difesa S-400 Triumph air, attualmente in stato operativo per la difesa aerea di Mosca e della regione centrale industriale della Russia».

Queste le informazioni riportate alla Interfax dal dipartimento stampa del ministero russo. Prodotto dall’azienda di Stato russa, MKB Fakel, il sistema di difesa Triumph è estremamente efficace nella difesa antiaerea, ed è in grado di colpire obbiettivi che si muovono ad una velocità di 4,8 km al secondo a distanza di decine di kilometri. Quello schierato dalla difesa russa utilizza missili terra-aria con un raggio d’azione di 400 kilometri. Secondo qualche osservatore la mossa dei russi può leggersi come una risposta alle manovre militari della NATO sul fronte orientale.

Proprio lo scorso dicembre, la NATO ha deciso di dare vita a quella che è una delle operazioni di dispiegamento di mezzi bellici più imponenti dai tempi della guerra fredda, e sulla quale i media occidentali hanno calato una coltre di silenzio. Il nome dato dall’operazione è “Atlantic Resolve”, e prevede il dislocamento di carri armati e mezzi militari in Polonia, Romania, Bulgaria e negli stati baltici. Proprio in questi giorni sono stai fotografati nella città di Bruck, poco distante da Potsdam nella Germania orientale, una colonna di convogli in partenza diretti a Zagan, nell’est della Polonia. Questa operazione prevede lo schieramento di 3500 soldati americani e 2800 carri armati nei paesi dell’Est Europa, ed è stata giustificata dal Presidente uscente Obama e dalla NATO come necessaria per «riassicurare il rapporto dell’Alleanza con i paesi dell’Europa dell’Est».

Le truppe USA sono partite da Fort Carlson in Colorado, e sono sbarcate nel porto di Bremerhaven, dando vita ad un traffico di mezzi bellici mai visto nella zona, dal momento che un simile dispiegamento di forze non ha precedenti specifici. La risposta del Cremlino non si è fatta attendere ed è arrivata dal portavoce del presidente Putin, Dimitri Peskov, che considera l’operazione NATO come «una minaccia» poiché «queste azioni minacciano i nostri interessi e la nostra sicurezza dal momento che riguardano uno stato che sta rafforzando la sua presenza militare ai nostri confini». Il riferimento è all’Ucraina che negli ultimi mesi sta portando le sue truppe ai confini della Crimea, in quelle che appaiono come delle e vere e proprie provocazioni nei confronti della Russia. Lo stesso Obama avrebbe dato il via all’operazione proprio per proteggere l’Ucraina dall’atteggiamento “aggressivo” della Russia.

Ma ad oggi è la NATO che sta dispiegando mezzi in tutto l’Est Europa arrivando a piazzare truppe e carri armati davanti alla porta di casa della Russia. Solamente pochi giorni fa nel suo discorso di addio tenutosi a Chicago, il Presidente Obama, aveva espressamente detto di essersi impegnato con il Presidente eletto Trump per «assicurargli un passaggio di poteri il più morbido possibile». Lo schieramento di mezzi bellici ai confini con la Russia, non sembra un modo per garantire una transizione morbida, e Obama sta violando palesemente l’impegno preso con Trump nella sua ultima visita alla Casa Bianca dell’8 novembre, nella quale il Presidente uscente si era impegnato a non intraprendere dei passi in politica estera tali da pregiudicare le scelte future di Trump. Non solo Obama è venuto meno a quell’impegno, ma sta agendo in senso opposto, alimentando le tensioni con la Russia con l’operazione “Atlantic Resolve” e guastando i rapporti bilaterali con il Cremlino con l’espulsione dei diplomatici russi. Cosa ha in mente dunque Obama e perché ad una settimana dall’insediamento di Trump sta facendo di tutto per cercare l’incidente con la Russia?

Resta un fatto, da sottolineare: l’Italia nell’ambito di questa strategia offensiva della NATO, come già programmato, dovrebbe inviare un nostro contingente di 140 militari al confine tra la Russia e la Lettonia. Non sarebbe il caso che il Parlamento italiano ritornasse su questa decisione?

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