Di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti su Libero, 19/01/2017


Oggi su Libero presentiamo il governo prescelto da Trump. Al di là di quello che hanno raccontato i media italiani, affezionati alla narrativa del mainstream americano che descrive Trump come un razzista e uno xenofobo, nel suo governo sono presenti ebrei, afroamericani e donne. Ci sono sicuramente rappresentanti di importanti corporation e questo è bastato per dire che il Presidente in pectore avrebbe tradito il suo elettorato perché in linea con i suoi predecessori. Se fosse così, allora non si comprende lo sconcerto dell’establishment e di Soros in particolare con la sua campagna continua di delegittimazione fatta nei confronti di Trump, giudicato «unfit» perché privo di esperienza e quindi un vero pericolo per la democrazia. Prima Trump era inadatto perché contro le corporation e a favore del protezionismo, ora lo è perché troppo vicino agli interessi delle grandi compagnie. Noi abbiamo sempre denunciato le false informazioni riportate dai media italiani e pertanto presentiamo qui la squadra completa di Trump, in attesa di vedere il Presidente eletto all’opera.

REX TILLERSON (23 marzo 1952)
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Segretario di Stato
Il Segretario di Stato prescelto da Trump è il CEO di ExxonMobil. Laureato in Ingegneria Civile all’Università di Austin in Texas, Tillerson avrà in mano le redini della politica estera americana. Amico di Vladimir Putin e vicino alla Russia, dalla quale ha ricevuto una prestigiosa onorificenza russa «L’Ordine dell’Amicizia», Tillerson porterà il disgelo tra Mosca e Washington e inaugurerà uno stretto rapporto di collaborazione con il Cremlino. La priorità di Trump sullo scacchiere internazionale è quella di contenere l’espansionismo commerciale cinese e per questo ha bisogno di cambiare politica rispetto ai russi.

STEVE MNUCHIN (21 dicembre 1962)
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Segretario del Tesoro
Il Segretario del Tesoro dell’amministrazione è Steve Mnuchin. Nato a New York e laureato all’Università di Yale nel 1985, Mnuchin è noto nell’ambiente finanziario per essere una creatura di Wall Street. Allevato nelle fila di Goldman Sachs per la quale ha lavorato 17 anni fino al 2002, è amico di Trump da molti anni e di suo genero, Jared Kushner. La sua nomina ha attirato diverse critiche al Presidente eletto per via dei passati legami di Mnuchin con il mondo finanziario che Trump ha dichiarato di voler combattere. Dopo averlo scelto come amministratore finanziario per la sua campagna elettorale, Trump ha deciso di affidargli le redini del Tesoro.

JAMES MATTIS (8 settembre 1950)
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Segretario della Difesa
Il Segretario della Difesa è James Mattis. Nato a Pullman, nello Stato di Washington, Mattis è un generale in pensione del corpo dei Marines, è stato al comando dello United States Joint Forces Command (una versione omologa dello Stato maggiore italiano) dal 2007 al 2010, e comandante supremo delle forze NATO dal 2007 al 2009. Mattis si è guadagnato il soprannome di «mad dog», cane pazzo, nel 2004 durante la battaglia di Fallujah quando ha condotto le truppe angloamericane contro gli insorti iracheni. Non vede la Russia come un potenziale alleato e in passato ha criticato Putin per la sua «aggressività», mentre sostiene la soluzione dei due Stati per risolvere il conflitto israelo-palestinese.

JEFF SESSIONS (24 dicembre 1946)
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Procuratore generale degli USA
Jeff Sessions è il procuratore generale degli USA nominato da Trump. Nato in Alabama, Sessions è senatore repubblicano nello Stato dove è nato e cresciuto. È stato procuratore generale dell’Alabama ed è noto per le sue visioni fortemente conservatrici. Sessions ha proposto un emendamento per proibire matrimoni dello stesso sesso e si è opposto a tutte e tre le nomine dei giudici scelti da Obama per la Corte Suprema. Come procuratore generale, Sessions dovrà decidere se perseguire o no Hillary Clinton per aver detenuto illegalmente sul suo server di posta privato email classificate. Trump in un’intervista ha dichiarato di non voler danneggiare i Clinton, ma non ha escluso nemmeno la possibilità di continuare le indagini su di loro.

RYAN ZINKE (1 novembre 1961)
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Segretario degli Interni
Zinke è originario del Montana, e si è guadagnato una borsa di studio all’Università dell’Oregon per il suo talento nel football. Ha fatto parte dei Navy Seals dal 1986 al 2008, per poi entrare nel Senato del Montana. Trump lo ha nominato segretario degli Interni, ma questa denominazione non corrisponde all’omologa incarico di ministro degli Interni in Europa. Il segretario degli Interni USA si occupa della gestione e della preservazione delle risorse naturali. In tal senso Zinke ha espresso scetticismo sulla validità delle teorie del riscaldamento globale, e ha manifestato l’intenzione di estendere la mano del governo sulle politiche energetiche.

REINCE PRIEBUS (18 marzo 1972)
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Capo dello staff della Casa Bianca
Originario del New Jersey, Priebus è un avvocato e attuale presidente del partito Repubblicano. In passato si era dimostrato critico sulle affermazioni fatte da Trump sulla necessità di proibire l’accesso sul territorio americano agli immigrati islamici. Priebus è stato uno dei pochi repubblicani a richiamare all’unità del partito e a invocare la necessità di sostenere il candidato vincente delle primarie chiunque fosse.

WILBUR ROSS (28 novembre 1937)
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Segretario del Commercio
Nato nel New Jersey, Ross è un imprenditore ed ex banchiere, noto per la ristrutturazione di compagnie fallite nelle industrie dell’acciaio, del carbone e delle telecomunicazioni. Inserito da Forbes nella classifica delle persone più ricche del mondo, il suo patrimonio ammonta circa 2,9 miliardi di dollari. Ross avrà il compito di tutelare le esportazioni americane e ridurre le importazioni dagli altri Paesi, specialmente la Cina. Secondo fonti vicine al transition team di Trump, il segretario del Commercio in pectore ha intenzione di vagliare delle misure protezionistiche nei confronti della Cina e il suo primo obbiettivo è quello di ridurre il deficit commerciale americano.

ANDREW PUZDER (11 luglio 1950)
puzder
Segretario del Lavoro
Nato a Cleveland nell’Ohio, Puzder è noto per essere l’amministratore della catena di ristoranti CKE. Attivo nel reclutare fondi per la campagna elettorale di Trump, ha sostenuto fortemente la candidatura del Presidente per tutto il 2016. Si è espresso criticamente in passato contro il salario minimo e ha elogiato il processo di automazione nel mondo del lavoro. La gestione di questo gabinetto sarà chiave per Trump, dal momento che si è impegnato ad arrestare le delocalizzazioni delle imprese americane minacciando verso di loro un aumento della tassazione se proveranno ad andare all’estero.

TOM PRICE (8 ottobre 1954)
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Segretario alla Salute e ai Servizi Umani
Originario del Michigan, Price è medico specializzato in chirurgia ortopedica ed è senatore per lo Stato della Georgia. Strenuo oppositore dell’aborto, ha supportato l’iniziativa legislativa del Protect Life Act nel 2011, che avrebbe negato fondi a piani sanitari a favore dell’aborto. Price con ogni probabilità manterrà la promessa fatta da Trump in campagna elettorale di abrogare il programma sanitario di Obama, noto come Obamacare.

BEN CARSON (18 settembre 1951)
carson
Segretario alla Casa e allo Sviluppo Urbano
Nato a Detroit, Michigan, Carson è un neurochirurgo considerato un luminare nel suo campo. È stato il primo a riuscire con successo nella delicata operazione chirurgica di separazione di due gemelli siamesi uniti nella parte posteriore della testa. Nel 2008 è stato insignito della medaglia presidenziale della Libertà, la più alta onorificenza civile negli Usa. Le infrastrutture sono un punto nevralgico del programma di Trump. Il Presidente eletto ha più volte affermato la necessità di ricostruire le strade e ha appoggiato la realizzazione di un piano nazionale per costruire nuove strade.

STEPHEN BANNON (27 novembre 1953)
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Capo stratega e Consigliere del Presidente
Bannon è originario di Norfolk in Virginia. Bannon è uno dei soci fondatori del sito di informazione online Breitbart, fondato da Andrew Breitbart nel 2007. Dopo la morte di Breitbart nel 2012, Bannon è diventato parte dell’esecutivo della società ed è tutt’ora l’anima del movimento dell’Alternative Right, la destra alternativa che si è dissociata dal movimento conservatore tradizionale in particolare sui temi della globalizzazione e del multiculturalismo, sui quali l’Alt-Right è estremamente critica. Bannon è stato accusato di antisemitismo dall’Anti-Defamation League, ma poi le accuse sono state ampiamente smentite sia dall’Adl sia da altre associazioni ebraiche americane.

JOHN KELLY (11 maggio 1950)
kelly
Segretario alla Sicurezza Interna
Kelly è nato a Boston, Massachusetts. È stato generale nel corpo dei Marines, ha partecipato all’operazione Desert Storm durante la prima guerra del Golfo e vanta un’esperienza come comandante supremo delle forze Nato a Bruxelles. Oltre all’esperienza a Bruxelles per la Nato, Kelly è stato comandante del Commando Sud degli Usa, dipartimento dedicato a tutte le operazioni nel Centro e Sud America, una delle ragioni principali che ha spinto Trump ad affidargli le chiavi della sicurezza interna.

RICK PERRY (4 marzo 1950)
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Segretario dell’Energia
Perry – di famiglia texana da cinque generazioni – è stato governatore dello Stato della stella solitaria dal 2000 al 2015. In passato Perry aveva espresso l’intenzione di abolire il dipartimento dell’Energia e l’ironia della sorte ha ora voluto che Trump gliene affidasse la direzione. Perry è da sempre critico contro le tesi del riscaldamento globale e nel suo libro Fed Up! ha accusato molti scienziati di aver manipolato i propri studi con l’intenzione di prendere maggiori finanziamenti. È inoltre sostenitore dello shale oil, l’olio di scisto estratto con la procedura nota come fracking. Questa strategia potrebbe dare nuovo respiro alle compagnie del settore e ridurrebbe le importazioni dai Paesi produttori di petrolio, in particolare l’Arabia Saudita.

ELAINE CHAO (26 marzo 1953)
chao
Segretario ai Trasporti
Nata a Taiwan, Elaine Chao è stata la prima donna asioamericana e la prima di Taiwan a fare parte di un gabinetto presidenziale all’epoca dell’amministrazione Bush, per la quale ha ricoperto l’incarico di Segretario del Lavoro e di Segretario dei Trasporti. Elaine Chao avrà un ruolo fondamentale per quello che riguarda la politica del rinnovamento delle infrastrutture del territorio americano, obiettivo già inserito nell’agenda dei 100 giorni di Trump. Ha una conoscenza profonda delle potenti élite di Washington ed è stata anche un’assidua commentatrice del network televisivo Fox News.

BETSY DEVOS (8 gennaio 1959)
devos
Segretario all’Educazione
DeVos è un’imprenditrice del Michigan attiva nel settore dell’energia pulita e delle tecnologie attraverso la società Windquest Group. È una delle più attive finanziatrici del Partito Repubblicano, al quale finora ha donato 2,75 milioni di dollari. La DeVos probabilmente favorirà il finanziamento delle charter schools, scuole che ricevono finanziamenti da parte dello Stato ma meno soggette alla regolamentazione delle scuole pubbliche americane.

Trump manterrà le promesse?

Uno dei motivi che hanno determinato la vittoria di Trump è stata la sua promessa di sgominare le lobby che da tempo soggiornano presso la Casa Bianca: «Drain the swamp», prosciugare la palude è stato uno degli slogan vincenti della campagna del Presidente Usa. Più di qualche critico e sostenitore di The Donald ha storto il naso di fronte ai nomi scelti dal Presidente, come è stato per il Segretario al Tesoro, Mnuchin, ex di Goldman Sachs e coinvolto in passato in operazioni finanziarie speculative. Come potrà Trump prosciugare la palude attingendo da essa persone che ne facevano parte? Probabilmente questa rosa di nomi è stata una soluzione di compromesso. Il piglio fortemente anti establishment di Trump ha dovuto cedere qualcosa al «deep state», per dimostrare di essere disposto al cambiamento e allo stesso tempo di essere pronto ad assumere un aplomb più istituzionale.

A giudicare dalla violenta campagna di delegittimazione dei media mainstream nei suoi confronti che continua incessantemente – si veda il dossier sulle sue fantomatiche perversioni sessuali e sui suoi rapporti d’affari col Cremlino – è legittimo credere che Trump fa veramente paura alle lobby globaliste. Senza precedenti è anche la campagna di destabilizzazione e disordini che stanno organizzando i della sinistra radicale negli Usa per il 20 gennaio. Su Twitter se si digita #disrupt J20, verrà fuori la pagina ufficiale dei gruppi anti Trump che minacciano fuoco e fiamme per il giorno dell’inaugurazione. Il loro scopo è scritto chiaramente nell’intestazione della loro pagina: «Nessuna transizione pacifica». Un fatto è certo: la presidenza Trump cambierà profondamente l’America e, se manterrà fede agli impegni presi sia in politica interna che in politica estera, inizierà il processo che porterà alla fine della globalizzazione e segnerà in Europa il ritorno degli Stati nazionali. In politica estera, riguardo la questione dei rapporti con la Russia di Putin è evidente già sin d’ora che il clima guerrafondaio di Obama per fortuna finirà. Essendo l’obiettivo di Trump quello di operare per gli interessi economici nazionali è evidente che il primo nodo da affrontare sarà quello cinese. Paradossi della storia: i «comunisti» a difesa della globalizzazione e i «capitalisti» favorevoli al protezionismo. Per quel che più da vicino ci riguarda è altrettanto evidente che Trump si schiererà contro l’Unione europea e la Germania della Merkel che ormai sono la stessa cosa. Un forte sostegno dunque a tutti i movimenti euroscettici. Se cambia l’America cambia il mondo, dài provaci Donald!

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