Andrea De Angelis intervista Paolo Becchi su Intelligonews, 31/01/2017


I primi dieci giorni di #Trump alla #CasaBianca hanno riempito i giornali di mezzo mondo. Polemiche sul #muro con il Messico, polemiche ancora maggiori per quanto riguarda l’ingresso sul territorio statunitense di persone provenienti da sette Paesi musulmani. Così da un lato qualcuno ricorda che simili questioni erano già nel programma elettorale, dall’altro c’è chi sottolinea come un simile razzismo negli Usa non si vedeva da tempo. Insomma, se il Paese è spaccato (secondo un sondaggio di ieri, il 49% degli americani sarebbe comunque d’accordo con Trump), i grandi mezzi di comunicazione sembrano andare in un’unica direzione. Cosa sta accadendo e come va letto l’evolversi degli eventi? IntelligoNews lo ha chiesto al professor Paolo Becchi, filosofo e accademico italiano…

Tutto come da programma, o Trump in questi dieci giorni ha superato il limite?
“Credo che molto chiaramente Trump è stato votato per determinate cose e sta facendo la politica per la quale è stato votato. Le proteste in piazza sono democraticamente legittime, ma lui è stato eletto con una votazione del tutto corretta per un determinato programma che sta realizzando. Non vedo affatto un motivo di critica. Su tutti i giornali, soprattutto italiani, che sono stati delusi dal risultato, qualsiasi notizia oggi viene usata per denigrare quello che sta facendo. Perfino la notizia della sospensione del trattato transatlantico, che tutta la sinistra voleva evitare, è passata del tutto inosservata”.
Le ricorda un atteggiamento già visto nei confronti del sindaco di Roma?
“Sì, ma è un po’ diverso. Perché nel caso di Trump siamo dinanzi a un Presidente che porta avanti una linea politica assolutamente coerente, mentre nel Movimento 5 Stelle non c’è coerenza, un giorno ti dice una cosa e ventiquattro ore dopo è capace di dire la cosa opposta”.
Quindi peggio ancora?
“Direi proprio di sì. Si può fare un paragone con la Raggi dicendo semplicemente che cercano di massacrarla per qualsiasi cosa fa, come stanno facendo con Trump. Ma non è particolarmente calzante se pensiamo che con Trump siamo davanti al Presidente di una delle più grandi nazioni del mondo che porta avanti la linea politica per la quale è stato votato, possa piacere o meno”.
Al di là dei giornali, dal sindaco di Berlino all’Onu si moltiplicano le critiche a Trump. Se lo aspettava?
“Era prevedibile perché Trump era contro il sistema, dunque adesso questo si sta coalizzando contro di lui. Qualsiasi cosa fa ormai è nel mirino. Questo non è un presidente repubblicano, non siamo all’alternanza di sempre, qualche volta vince l’uno e qualche volta l’altro. Qui siamo a un Presidente che non è schierabile nel sistema tipico dei due partiti che si alternano al governo degli Stati Uniti, è un qualcosa di completamente diverso. Non sappiamo neanche dove andrà a finre. Da qui la paura, il timore. Non tenendo presente che il muro sul Messico aveva iniziato a costruirlo già Obama, così come le restrizioni per quanto riguarda la politica delle migrazioni erano già state avviate in passato”.
Il dato di fatto qual è?
“La stampa è controproducente. Soprattutto, venendo all’Italia, la grande stampa. Non tutti i giornali, per fortuna c’è ancora una visione differenziata. Domani su Libero scriverò un articolo proprio su questo tema e sul rispetto del programma che Trump aveva presentato agli elettori. Ma per quanto riguarda i giornali che fanno opinione e i grandi organi di informazione, anche televisivi, non è così. Non si rendono conto che siamo dinanzi a un fenomeno nuovo”.
Fenomeno non capito in campagna elettorale, quando tutti o quasi davano per sicura vincitrice Hillary Clinton, e che forse si rischia di non capire anche adesso?
“Esattamente. Quando pubblicai a luglio un articolo in cui dicevo che avrebbe vinto Trump, sui social scrivevano che ero pazzo, avevo bevuto e che ero da lasciar perdere. Nessuno poi ha detto che con sei mesi di anticipo avevo indovinato perfettamente. Ora si ripete lo stesso errore, anziché capire come si sta muovendo Trump, invece di entrare in contatto con la sua amministrazione, cercando di comprendere nel bene o nel male cosa fa, si critica tutto. Attenzione, Trump si può criticare come tutti gli altri, ci mancherebbe. Ma cercare di capire cosa fa no, c’è solo un atteggiamento di grande disprezzo. Si continua esattamente a ripercorrere lo stesso errore fatto in precedenza”.
Annunci