Andrea De Angelis intervista Paolo Becchi su Intelligonews, 03/02/2017


Scossa politica ieri a #Roma dopo l’interrogatorio del primo cittadino. L’esistenza di una #polizza vita sottoscritta da Salvatore #Romeo, dipendente comunale divenuto poi capo della segreteria politica del sindaco dopo la vittoria dei 5 Stelle alle amministrative della Capitale, e intestata pochi mesi prima – nel gennaio 2016 – al sindaco #Raggi, sarebbe stata ignota al sindaco. Indagata per la nomina del fratello dell’ex capo del personale capitolino Raffaele Marra – in carcere dal 16 dicembre –  e accusata di abuso d’ufficio e falso, Raggi dunque si difende. E il Movimento 5 Stelle rischia di spaccarsi. IntelligoNews ha chiesto un parere al professor Paolo Becchi, filosofo e accademico italiano già considerato in passato l’ideologo del Movimento…

Il Movimento sembra diviso, secondo qualcuno a Roma se ne sta danneggiando l’immagine. Secondo lei è così o sarebbe comunque una sconfitta fare adesso un passo indietro?
“Questa cosa della polizza non è un problema. Io posso fare cinquantamila polizze a chi voglio senza neanche dirglielo. Il problema è tutto quello che ci sta dietro, più che una giunta di persone tra loro autonome e indipendenti sembra quasi una giunta di triangoli, una cosa incomprensibile. L’amico, il fratello, il cognato e su e giù. L’immagine del Movimento viene screditata, indipendentemente da questo fatto della polizza che secondo me, ripeto, è irrilevante”.
 
Grillo che fa?
“Ha sbagliato a difendere il sindaco all’inizio e adesso non lo può più mollare. Se dovesso farlo adesso ci farebbe una bruttissima figura lui, visto che ha modificato il regolamento per Raggi, facendone un altro ad hoc che permette di ricevere gli avvisi di garanzia”.
Cosa gli conviene dunque?
“Far finta di niente e andare avanti. La carta di riserva ce l’ha sempre, quando vuole eliminare Raggi fa fare una bella votazione online e dirà che la rete ha deciso. Dirà che lui ha cercato di difenderla, ma che non può distanziarsi neanche lui dalla volontà popolare. Questa procedura la conosciamo già…”.
Taverna in tempi non sospetti disse che vincere a Roma sarebbe stato per certi versi una trappola. Tutti contro i 5 Stelle, aveva ragione rileggendo oggi quelle parole?
“Il Campidoglio era una occasione notevolissima per il Movimento 5 Stelle. Se dimostri di fare bene in una città ingovernabile come Roma, a maggior ragione potrai governare il Paese. Quindi la logica di conquistare Roma e attraverso una buona gestione di presentarsi alle elezioni politiche ci stava tutta. Purtroppo le cose stanno andando diversamente. Certo c’è un accanimento nei suoi confronti, tutte le scuse le possiamo portare fuori. Ma è evidente che non solo è partita con il piede sbagliato, ma anche come stia continuando su quella direzione”.
Ragionando con il periodo ipotetico, se Casaleggio fosse stato ancora vivo avrebbe adottato un’altra strategia?
“Se Casaleggio fosse stato vivo e sano l’avrebbe cacciata via a calci immediatamente. Oppure avrebbe cercato di controllarla. L’idea fondamentale di Casaleggio era di governare Roma da Milano, se poi ci sarebbe riuscito non possiamo dirlo. Non le avrebbe lasciato nessuna autonomia, invece lì hanno iniziato con il mini direttorio. Una gestione completamente fallimentare di cui la responsabilità totale la porta soltanto Grillo. Adesso che è alle corde non può far altro che difenderla. Il giorno che si renderà conto di questo farà una bella votazione in rete e la manderà via, ma quel giorno sarà troppo tardi. A questo punto gli conviene continuare a sottolineare l’accanimento verso la Raggi, parlando di Pd, massoneria o poteri forti. E va così…”
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