Di Paolo Becchi su Libero, 17/02/2017


La terza polizza, così si intitola l’ultimo mistero che coinvolge la giunta Raggi e che ricorda un remake del noir con Orson Welles degli anni’40, «Il terzo uomo». Ora non appare ancora chiaro perché la Raggi fosse al centro dei pensieri di Salvatore Romeo, fatto sta che tutta questa vicenda risulta molto anomala. Premesso che al momento non ci sono notizie di reato come ha ribadito la procura di Roma, resta da capire perché mai Romeo abbia scelto in ben 3 distinte occasioni di utilizzare questo strumento delle polizze vita come forma di investimento e perché scelga sempre Virginia Raggi come beneficiaria. A rendere più fitto il mistero, è il fatto che Romeo stipuli l’ultima polizza a favore della Raggi proprio due giorni dopo che il sindaco ha ricevuto l’avviso di garanzia. Se si pensa a tutto il vespaio delle polemiche che è seguito alle due polizze stipulate (una da 30.000 euro l’euro, l’altra da 3.000) da Romeo nel 2016 a beneficio della Raggi, appare quantomeno strano e farne una terza da 8.000 euro a favore del sindaco. La Raggi si dichiara ancora una volta estranea, e davanti alla stampa annuncia di presentare un esposto.

Non si comprende bene contro chi e cosa presenti un esposto, dal momento che stipulare delle polizze vita non è reato, e come la Raggi dovrebbe sapere non è affatto obbligatorio informare il beneficiario della polizza dell’avvenuta stipulazione. Fatto sta che molti continuano a chiedersi che senso abbia tutta questa storia e perché mai Romeo abbia agito in tal senso. Innanzitutto, le polizze vita sono impignorabili e godono di agevolazioni fiscali considerevoli. Sono un ottimo strumento per lasciare ai propri eredi delle somme che altrimenti verrebbero sottoposte alla tasse di successione sull’eredità. Non richiedono di informare il beneficiario, e possono essere riscattate dopo qualche anno, versando una penale. Quindi, se Tizio vuole avere un favore elettorale da Caio candidato alle elezioni può agire in questo senso: gli intesta una polizza vita come beneficiario prima delle elezioni come promessa di pagamento a scambio avvenuto. Se Caio verrà eletto e mantiene la promessa, Tizio non dovrà fare altro che lasciar trascorrere il tempo necessario previsto dalla polizza vita per il riscatto, versare la penale e far incassare la somma a Caio.

Se Caio non mantiene la promessa fatta in campagna elettorale, oppure non viene eletto, Tizio potrà cambiare il beneficiario della polizza e in questo modo non andrà incontro a nessuna perdita. Così vissero tutti felici e contenti, e il meccanismo descritto non sarebbe che una forma di tangente post-datata a favore avvenuto, molto più sicuro della classica tangente perché non ci sono i rigorosi controlli sul versamento in contanti o attraverso bonifico. Non ci sono prove che dimostrino che tutto questo sia avvenuto nel caso tra Raggi e Romeo, anche se l’ex capo della segreteria politica è stato promosso dopo che la Raggi ha vinto le elezioni, circostanza che ha portato a triplicargli lo stipendio, e per la quale il sindaco oggi è indagata assieme a lui per concorso in abuso di ufficio. Ma l’argomento dello scambio di favori non convince anche per un’altra ragione: ci sono polizze di cui sono beneficiari anche altri.

Perché intitolare polizze anche ad altri beneficiari, sempre legati al M5s? E da dove provenivano tutti questi soldi investiti in polizze? Stiamo parlando di un dipende comunale che all’epoca guadagnava 39.000 euro all’anno. Certo, potrebbe aver avuto una improvvisa eredità o aver vinto al lotto, ma se non è così si potrebbe anche avanzare il sospetto che i soldi per quelle polizze fossero in qualche modo riconducibili ad attività del M5S. Questo spiegherebbe perché tutte le polizze abbiano come beneficiari esponenti del M5S.

Ma perché Romeo stipula una terza polizza e si espone ad ulteriori speculazioni sulla sua posizione e su quella della Raggi, proprio mentre entrambi sono sotto la lente investigativa della procura? Nella convulsa giornata di ieri, è emerso anche che Romeo aveva svuotato la sua cassetta di sicurezza in banca, e lo ha fatto la mattina del 19 dicembre, un lunedì, tre giorni dopo l’arresto di Marra avvenuto il 16 dicembre. Probabilmente non ha potuto farlo lo stesso giorno perché non ha avuto il tempo di recarsi in banca, e lo ha fatto il primo giorno disponibile dopo il fine-settimana di chiusura delle banche. Perché Romeo si precipita, a quanto sembra, per farne sparire il contenuto? C’erano forse dei soldi nella cassetta? Sarà forse un caso, ma poco dopo, ecco, una nuova polizza. Invece di continuare nella sua caccia alle streghe, Grillo farebbe bene a vedere se ce del marcio, non solo in Danimarca…

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