Di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti su Libero, 22/03/2017


I telefoni di Donald Trump e della sua famiglia sono stati intercettati dal 2004 al 2010 dalla Nsa (la National Security Agency) durante le amministrazioni di Bush e Obama. Solo due giorni fa il direttore dell’Fbi, James Comey, e il suo omologo alla Nsa, Michael Rogers, smentivano in modo categorico nella loro audizione davanti alla commissione di intelligence del Congresso Usa la possibilità che Trump fosse stato sorvegliato illegalmente durante la campagna elettorale del 2016. Ma il caso delle intercettazioni illegali ai danni di Trump sembra lontano dalla sua conclusione dal momento che in questi giorni il gruppo investigativo creato dalla sceriffo Joe Arpaio, il Cold Case Posse operativo nello stato dell’Arizona, ha pubblicato il database della Nsa con i tabulati che provano come Trump, la sua famiglia e i dipendenti della sua organizzazione, la Trump Organization, siano stati messi sotto controllo telefonico per 6 anni, dal 2004 al 2010. Un’affermazione che contraddice clamorosamente la versione di Rogers, secondo il quale la NSA «non è mai stata coinvolta in attività simili». La notizia è stata completamente ignorata dalla totalità dei media mainstream, ed è stata riportata soltanto dal portale di informazione vicino al movimento dell’alt-right americana, Infowars, al quale Trump concesse un’intervista durantela sua campagna elettorale.

L’operazione di spionaggio contro Trump fu approvata dalla NSA nell’ambito del Project Dragnet, la vasta rete di intercettazioni illegali autorizzata dall’agenzia governativa dopo gli attentati dell’11 settembre. L’esistenza di questa operazione è stata confermata anche negli anni passati, in particolare dal «pentito» della Nsa, Edward Snowden, quando rivelò a The Guardian come l’agenzia mettesse sotto controllo non solo persone sospettate di terrorismo, ma anche comuni cittadini che nulla avevano a che fare con soggetti considerati pericolosi per la sicurezza nazionale. È la regola dei«three hops», secondo la quale chi ha avuto un qualsiasi rapporto diretto o indiretto non con il soggetto considerato sospetto, ma persino con persone vicine a questo poteva finire sotto la sorveglianza telefonica e ambientale della Nsa. In questo modo la rete di controllo si estendeva enormemente anche a persone completamente estranee ad attività terroristiche.

Non è ancora noto quale sia stato il motivo che ha fatto scattare la massiccia sorveglianza su Trump per un periodo di tempo così prolungato, ma è confermato che il presidente americano è stato intercettato per 6 anni nella sua residenza privata di New York, la Trump Tower, nel suo luogo di lavoro, la Trump Organization, e a Mar a Lago, nella sua villa in Florida acquistata nel 1985. Nella rete della Nsa sono finiti anche l’ex moglie del presidente americano, Ivana Trump, intercettata nella sua residenza di New York, e molti dipendenti delle sue società come Patricia Hernandez, manager della Trump Organization, Mike van der Goes, direttore del Golf Club di Palos Verdes in California, e Greg Bradley, vice presidente del centro di assistenza e riabilitazione di Trump a New York.

La lista dei dipendenti messi sotto sorveglianza continua e arriva persino a toccare ospiti della popolare trasmissione di Trump sulla Nbc, The Apprentice. Il gruppo dello sceriffo Arpaio diretto dall’investigatore capo, Mike Zullo, ha dichiarato che la Nsa ha riservato le sue attenzioni anche ai due ufficiali di polizia, messi sotto controllo telefonico e finanziario dall’agenzia. Arpaio e Zullo hanno spiegato che sono entrati in possesso dell’archivio della Nsa durante un’indagine iniziata nel 2013 e conclusasi nel 2015, senza alcun legame diretto con le operazioni illegali intraprese dall’agenzia governativa americana. A fornire la documentazione e svelare i dettagli dell’operazione Dragnet è stato Dennis Montgomery, ex dipendente di un’impresa al servizio della Nsa, che ha consegnato tutto il materiale ai due investigatori, i quali si sono detti pronti a condividere l’archivio dell’agenzia con l’Fbi e il dipartimento di giustizia. La vicenda dello spionaggio ai danni di Trump è ben lontana dall’essere chiusa.

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