Di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti su Libero, 07/04/2017


La nomina alla Corte Suprema del giudice scelto da Trump lo scorso 31 gennaio, Neil Gorsuch è sotto il fuoco di fila dei democratici. Dopo essersi sottoposto al severo esame della Commissione Giustizia del Senato, i democratici hanno esercitato contro di lui la pratica che negli Stati Uniti viene chiamata con il nome di filibustering. In cosa consiste? Sostanzialmente è la versione americana dell’ostruzionismo parlamentare con il quale i deputati di turno mettono in scena degli interventi fiume per rallentare la discussione e la conseguente approvazione di un provvedimento. Secondo le regole del Senato degli Stati Uniti, per evitare che i senatori dell’opposizione possano ricorrere al filibustering, è necessario arrivare alla formazione di una maggioranza qualificata grazie alla quale i senatori della maggioranza fanno passare il provvedimento schivando le manovre ostruzionistiche dell’opposizione. La soglia prevista per confermare direttamente la nomina di Gorsuch senza andare incontro al filibustering, era di 60 senatori.

Nella mattinata di ieri c’è stata la prima votazione ed è giunto il puntuale ostruzionismo dei democratici: Gorsuch è stato votato da 55 senatori contro 45 voti contrari. A questo punto, sembra inevitabile che i repubblicani nella votazione del pomeriggio (a tarda sera in Italia) ricorrano alla carta della cosiddetta «opzione nucleare», con la quale potrebbero modificare le regole che richiedono una maggioranza qualificata per confermare la nomina di un giudice della Corte Suprema senza andare incontro al fuoco di fila dell’ostruzione, e passare così a una semplice maggioranza semplice per confermare l’uomo scelto da Trump per sostituire il giudice Scalia, scomparso lo scorso anno. Non è la prassi del Senato ma questa volta dopo il fallimento sull’abrogazione dell’Obamacare, Trump non può permettersi più passi falsi. La conferma che questa possibilità è sul tavolo arriva direttamente dalla Senatrice Lindsey Graham del Sud Carolina, che ha avanzato espressamente la possibilità di «modificare le regole del Senato così che una maggioranza semplice possa essere sufficiente per far approvare il provvedimento».A questo punto quindi il leader della maggioranza repubblicana Mitch McConnell, sarà costretto a chiedere una mozione per far passare il provvedimento con una maggioranza semplice.

Ma i democratici non si sono limitati solamente all’ostruzionismo parlamentare. In questi giorni è partita una violenta campagna di delegittimazione del giudice Gorsuch a opera di diversi esponenti dem che ha trovato eco sui media americani come Buzzfeed e Politico. Gorsuch è stato accusato esplicitamente di aver plagiato interi lavori della sua produzione accademica da altri articoli pubblicati su riviste giuridiche specializzate. In particolare l’opera incriminata secondo Buzzfeed è il capitolo di un libro scritto da Gorsuch nel 2006 sulla pratica del suicidio assistito e dell’eutanasia, ripreso fedelmente dal lavoro di un avvocato dell’Indiana, Abigail Kuzma. Ma è stata la stessa Kuzmain una dichiarazione rilasciata al quotidiano Breitbart a smentire categoricamente qualsiasi ipotesi di plagio quando ha riconosciuto che dopo un confronto «di entrambe le opere non vedo nulla del genere in questo caso, sebbene ci sia una certa somiglianza nel linguaggio». Il tentativo di screditare le credenziali del giudice Gorsuch è sembrato del tutto pretestuoso anche a diversi osservatori democratici, quando nel 2006 la sua nomina alla Corte d’Appello del Decimo Circuito fu decisa da Bush, e non fu necessario nemmeno un voto per confermarla dal momento che Gorsuch venne eletto per acclamazione dal Senato americano. All’epoca le credenziali del giudice laureato ad Harvard erano riconosciute da tutti. Oggi per i democratici è più importante ostacolare Trump in qualsiasi modo.

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