Di Paolo Becchi e Antonio Maria Rinaldi su Libero, 26/04/2017


In merito alla replica dell’ufficio stampa del senatore Mario Monti all’articolo “Strappiamo i trattati. Ci porterà molto bene” a firma Paolo Becchi e Antonio Rinaldi, pubblicato su Libero il 24 aprile, va ricordato che, come da procedura, il regolamento europeo 1466/97 in questione è stato certo emanato dal Consiglio dell’Ue il 7.7.97 con decorrenza 1.1.99, ma su proposta della Commissione, di cui l’attuale senatore Monti ha fatto parte dal 18.1.95 al 15.3.99. Pertanto quel regolamento è stato di fatto prodotto dalla Commissione con Monti membro a pieno titolo e ci sembra alquanto strano che, a distanza di venti anni, l’ex premier ne voglia prendere le distanze. Non possiamo, e non vogliamo credere, che la Commissione abbia concepito e proposto un regolamento che ha stravolto l’impianto previsto da Maastricht, senza il suo contributo o a sua insaputa. In ogni caso va ricordato che la Commissione, di cui Monti faceva parte, è un organo collegiale e non ci risulta che per quella occasione specifica il Commissario italiano abbia manifestato la sua dissociazione.

Per quanto riguarda il merito della natura del regolamento e degli effetti che ha provocato nella “gestione” dell’euro, consigliamo al senatore di leggere il saggio Un golpe di nome euro del prof. Giuseppe Guarino a cui ci siamo riferiti nell’articolo. Il titolo, da solo, la dovrebbe dire lunga. Anzi saremo ansiosi di conoscere un suo commento su quel “golpe” di cui parla Guarino nel suo saggio, visto che finora non si è mai pronunciato al riguardo, nonostante sia di ben più alto spessore, rispetto al nostro articolo a cui invece si è preoccupato prontamente di replicare.

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