Di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti su Libero, 07/05/2017


Un’analisi controcorrente del professor Adriano Segatori – psichiatra e membro della sezione scientifica “Psicologia Giuridica e Psichiatria Forense” dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi – sta circolando in questi giorni sul candidato alle presidenziali francesi di En Marche!. Il professor Segatori traccia un excursus della storia personale di Macron ricostruendo gli eventi e gli shock traumatici della sua vita e disegna un profilo psicologico del candidato di En Marche!. Lo psichiatra nella sua ricostruzione parte dal primo evento che turba l’infanzia di Emmanuel Macron: il rapporto sessuale con la sua insegnante Brigitte, oggi sua moglie, conosciuta al prestigioso liceo di Amiens «La Providence». Com’è noto all’epoca il giovane Macron aveva solo 15 anni mentre Brigitte ne aveva 39. Per il professor Segatori questo caso non è altro che un «gravissimo abuso sessuale perpetrato dalla sua insegnante Brigitte».

Questo evento segna la vita del «ragazzino Macron e interrompe violentemente il suo sviluppo psichico» a causa della seduzione «fisica e psicologica» subita dalla sua insegnante. Ovviamente si possono dare molteplici interpretazioni a questo evento, ma Segatori ne da una lettura di tipo traumatico. Il professore poi si sofferma a criticare anche l’immagine di questa storia mostrata dai media, raccontata con tinte da rotocalco rosa come un vero amore spontaneo nato tra studente e insegnante, piuttosto che come un «abuso sessuale perpetrato ai danni di un minore» ancora lontano dalla maturità fisica e psicologica. Nella psicanalisi potrebbero darsi altre letture, ma lo psichiatra propende per quella dell’abuso.

Ad aver evitato uno scandalo – continua Segatori – fu solo il fatto che l’abuso avvenne negli ambienti altolocati francesi, mentre se si fosse verificato in ambienti proletari «Macron sarebbe finito in affidamento ai servizi sociali e Brigitte invece in carcere» (l’eminente psichiatra sembra ignorare che in Francia l’età minima per un rapporto sessuale legale è proprio 15 anni).

Nella psicopatologia freudiana, per lo psichiatra, questo determina il superamento di un tabù e nella mente di un adolescente tutto questo porta ad amplificare il suo già spiccato senso di onnipotenza.

Macron quindi da quel momento in poi «coltiva una ambizione sfrenata» e sente la necessità di essere apprezzato costantemente dagli altri per nascondere o diminuire il suo senso di inferiorità. Secondo il professor Segatori, la sua personalità e queste caratteristiche fanno di lui «uno psicopatico». In questo caso il termine viene adoperato in un senso tecnico e «non è un insulto» citando a questo proposito il pensiero di una psicanalista americana, Nancy McWilliams, che ha ravvisato lo stesso tipo di personalità ai vertici delle diverse amministrazioni presidenziali Usa degli ultimi anni.

A personalità di questo tipo non è precluso fare carriera professionale ed è già capitato in diverse occasioni che abbiano raggiunto «i massimi vertici della politica e della finanza» purché dotati di alte capacità organizzative come nel caso di Macron. Questo tipo di personalità non ama essere messo in discussione o contraddetto, e quando questo accade le reazioni raggiungono il culmine dell’isteria, come è successo con il confronto con Marine Le Pen, durante il quale Macron ha più volte perso la calma. Segatori descrive Macron come «inaffidabile e privo di rimorso», quando per esempio più volte ha manifestato pubblicamente il suo disprezzo per gli operai, definiti degli «illetterati», o per i minatori paragonati a dei «tabagisti alcolizzati».

Delle affermazioni che lo hanno costretto a fare delle pubbliche scuse per correggere il tiro, non perché pentito delle sue affermazioni ma per ragioni di opportunità politica. «Se un giudice mi chiedesse una perizia psichiatrica di Emmanuel Macron, non avrei a dubbi a definirlo altamente pericoloso» perché – aggiunge Segatori – come tutti gli psicopatici «ha una grandissima idea di sé». Questo fa di lui una persona che «non ama la Francia e non lotta per il popolo francese», in quanto interessato solo all’adorazione di «sé stesso e della sua fragile identità».

Lo stesso antagonismo con Marine Le Pen, per Segatori, travalica i confini della battaglia politica e approda a quelli dell’avversione personale perché Macron non «può accettare che una donna sia in competizione con lui». Tutto questo fa di Macron «un pericolo per la Francia». Avrà ragione lo psichiatra oppure si tratta solo di un’ossessione contro Macron?

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