Di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti su Libero, 01/06/2017


La sfida delle Amministrative dell’11 giugno si avvicina. Si voterà in 25 comuni, di cui 4 capoluoghi di regione, e altre importanti città come Parma e Verona. Mentre i sondaggi su base nazionale continuano ad assegnare il primo posto tra i partiti politici al M5S, è interessante notare come per le elezioni amministrative il M5S rischi di essere assente al secondo turno in diverse città. La marcia trionfale attribuita dai sondaggi ufficiali al Movimento alle prossime elezioni politiche non si registra, stando ai sondaggi, alle Amministrative. Le ragioni sono molteplici, e vanno individuate nelle profonde divisioni che hanno dilaniato il M5S a livello locale, ma anche nel sistema elettorale, molto diverso da quello che verrà approvato a livello nazionale. Per capire meglio il quadro politico che uscirà dalle urne il prossimo 11 giugno è pertanto indispensabile vedere i rapporti di forza nei comuni più importanti chiamati al voto.

GENOVA

La città della Lanterna rappresenta certamente uno dei test più importanti. Da sempre Genova è considerata una roccaforte del centro-sinistra, e fino ad ora i partiti di centro-destra non sono mai riusciti a mettere in discussione questo dominio incontrastato. Stavolta a fronteggiarsi ci sono per la coalizione di centrodestra il manager Marco Bucci, voluto fortemente da Edoardo Rixi, assessore regionale nella giunta guidata da Giovanni Toti, mentre il centrosinistra schiera Giovanni Crivello, già assessore nella giunta comunale di Marco Doria, ritiratosi spontaneamente dalla corsa. Il M5S si presenta con Luca Pirondino, il candidato scelto da Grillo per sostituire la vincitrice delle prime votazioni online del Movimento, la professoressa Marika Cassimatis. La vicenda della Cassimatis ha provocato una profonda spaccatura nei grillini genovesi, e ha compromesso le chance di vittoria del M5S che erano molto alte.

Grillo infatti dopo la vittoria della Cassimatis ha deciso di ripetere le votazioni online perché la candidata non gli era gradita, e la storia è finita in un aula di tribunale perché la professoressa genovese ha presentato ricorso per annullare la decisione di Grillo. La Cassimatis pur vincendo in tribunale ha preferito presentarsi alla fine con una sua lista civica e questo contribuirà non poco a disperdere i voti dei grillini, alla luce anche dell’altra lista di Paolo Putti, il fondatore del Movimento a Genova che si presenterà con la sua lista civica. Secondo i sondaggi pubblicati dal Corriere, Putti e la Cassimatis, valgono il 3% ciascuno, una percentuale più che sufficiente per escludere dal ballottaggio Pirondino. Una sorpresa potrebbe venire dall’esordiente lista sovranista «Riscossa Italia» e dal suo candidato MarcoMori, che aspira a diventare consigliere comunale.

A giocarsi la partita al secondo turno saranno invece con ogni probabilità Bucci e Crivello e qui i sondaggisti interpellati danno riscontri diversi su chi possa conquistare Genova. L’Ipsos di Nando Pagnoncelli vede vincente Marco Bucci, mentre Demos&Pi di Ilvo Diamanti aggiudica la vittoria a Crivello. La situazione quindi sembra incerta, ma nell’ipotesi di uno scontro tra Bucci e Crivello anche il sondaggio del Corriere sembra propendere per la vittoria del primo. Gli elettori pentastellati potrebbero premiare il candidato del centrodestra, e Crivello avrebbe poche chance di farcela. A pesare negativamente sul piatto della bilancia per il candidato del centrosinistra, è il lascito negativo della precedente gestione guidata da Doria, bocciata dal 53% dei genovesi. A pesare negativamente su Bucci la sua incapacità di penetrare nelle periferie.

PALERMO

Nel capoluogo siciliano invece non sembrano esserci troppi dubbi su chi sarà a vincere la partita. Per l’IPSOS, il sindaco di Palermo sarà ancora una volta l’uscente Leoluca Orlando, che si appresterebbe a conquistare il suo quinto mandato alla guida della giunta comunale negli ultimi 32 anni. È la stessa IPSOS a rilevare lo scontento dei palermitani per l’attuale conduzione della città, quando il 60% di questi pensa sia necessario un radicale cambio di rotta nel governo cittadino mentre un 25% preferisce invece la linea della continuità. Larga parte dei sostenitori della continuità è costituita dall’80% dell’elettorato di Orlando,a conferma che molti elettori vorrebbero cambiare la guida dell’amministrazione cittadina ma non trovano uno sbocco a questo dissenso.

Con ogni probabilità a Palermo non ci sarà il ballottaggio. La nuova legge elettorale siciliana infatti ha abbassato il quorum per vincere il primo turno al 40%, e Orlando secondo l’istituto di Pagnoncelli dovrebbe superare questa soglia e conquistare il 45% dei consensi davanti a Ugo Forello del M5S con il 26% e Fabrizio Ferrandelli, candidato del centrodestra. A facilitare il compito di Orlando è la divisione del centrodestra che schiera, oltre Ferrandelli, il giornalista e inviato de Le iene Ismaele La Vardera, che secondo EMG potrebbe arrivare al 9,7%. Demos invece vede Orlando fermo al primo turno al 38%, e vincente al secondo turno di misura con il 52% su Ferrandelli e con il 54% su Forello. Emblematiche anche a Palermo le profonde divisioni maturate all’interno del M5S e che costeranno al Movimento le possibilità di partecipare al ballottaggio.

Lo scandalo delle firme false scoppiato all’inizio della primavera ha rappresentato senz’altro un duro colpo alla credibilità di chi aveva fatto della questione morale il primo punto della sua agenda politica. La vicenda vede coinvolti, tra gli altri, 3 deputati del M5S come Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino accusati a vario titolo di falso e della violazione del testo unico elettorale. Gli stessi deputati sono finiti al centro delle polemiche per una registrazione audio avvenuta in un ufficio parlamentare romano e pubblicata nel mese di aprile, dalla quale esce un quadro poco lusinghiero del candidato del M5S, Ugo Forello, criticato per il suo ruolo poco chiaro con l’associazione Addiopizzo. Il caso di Palermo è un altro esempio di come i veleni interni al Movimento abbiano consumato in larga parte le chance di vittoria dei grillini, che anche in questa città sembrano destinati alla sconfitta

PARMA

Nella città di Parma, sembra scontata la riconferma di Federico Pizzarotti, uscito dal M5S dopo un lungo scontro con i vertici del Movimento. Pizzarotti era stato sospeso per un’indagine su un abuso d’ufficio riguardo alle nomine del Teatro Regio. Dopo l’archiviazione delle accuse a suo carico, il sindaco di Parma aveva chiesto di essere reintegrato lo scorso anno nel M5S senza ricevere risposta e in seguito ha deciso di allontanarsi volontariamente dal Movimento per presentarsi alle comunali con la sua lista. Secondo i sondaggi, Pizzarotti godrebbe del 42% dei consensi rispetto al candidato sfidante del Pd, Paolo Scarpa, fermo al 27%. Al secondo turno, secondo Demos, il sindaco uscente si affermerebbe su Scarpa con il 58% dei voti, un vantaggio che si allargherebbe al 71% in caso fosse la candidata del centrodestra, Laura Cavandoli, ad arrivare al secondo turno. Il caso di Parma è un altro esempio di come il M5S si sia pregiudicato la vittoria in una città sicuramente importante a livello nazionale.

VERONA

Nella città scaligera, la partita è aperta. Tutti i sondaggisti concordano sull’eventualità di un secondo turno, ma il più recente sondaggio realizzato da SWG, chiarisce meglio i rapporti di forza tra i vari contendenti. Secondo SWG, il vincitore del primo turno sarebbe Federico Sboarina, candidato del centrodestra, che registra una soglia di consensi tra il 31 e il 35%, seguito da Orietta Salemi, candidata del centrosinistra, seconda tra il 26 e il 30%. Al terzo posto arriverebbe Patrizia Bisinella, la compagna dell’ex sindaco Tosi, con una percentuale di consensi tra il 18 e il 22%. La candidatura della Bisinella può rappresentare un fattore di disturbo nei confronti di Sboarina, ma se il distacco è quello rilevato dal sondaggio, al secondo turno il candidato del centrodestra potrebbe avere gioco facile a raccogliere i voti della Bisinella e vincere così le elezioni. Resta fuori dal ballottaggio anche in questa città il candidato del M5S, Alessandro Gennari.

Il quadro complessivo che offrono i sondaggi sulle città più importanti è quindi molto diverso da quello presentato a livello nazionale. Mentre infatti il M5S alle elezioni politiche sulla carta avrebbe buon gioco a conquistarsi il primo posto, a livello locale sembra in sofferenza ed escluso al ballottaggio in diversi capoluoghi di regione. Ora resta da capire se il M5S sarà in grado di assorbire una potenziale débâcle alle amministrative e correre alle elezioni politiche senza contraccolpi troppo pesanti. La nuova legge elettorale per le politiche sembra fatta apposta per favorirlo. Il M5s potrà cosi archiviare senza troppi problemi il risultato deludente che si profila alle amministrative.

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