Di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti su Libero, 03/06/2017


Le ultime cronache sulla legge elettorale raccontano di un epilogo non più cosi scontato per la sua approvazione. Nei giorni passati sono giunte dichiarazioni rassicuranti da parte degli esponenti politici del Pd e del M5S sulle alte possibilità che la legge elettorale basata sul modello tedesco possa essere approvata relativamente in tempi brevi. Ora arrivano dichiarazioni di diversi parlamentari grillini che sembrano incrinare le certezze espresse fino ad ora. È stato Danilo Toninelli a parlare apertamente della necessità «di rendere ancora più democratico» il sistema tedesco. Il nodo della discordia per i pentastellati è rappresentato dalle pluricandidature e dalla mancanza di «un correttivo di governabilità».

Su questo punto era stato lo stesso Grillo sul blog a parlare della necessità di garantire una formula che garantisca un premio di maggioranza alla lista che conquista più voti. Questa sorta di clausola di salvaguardia serve al M5S per sganciarsi dalla strada obbligata delle alleanze post-elettorali e governare senza ricorrere ad accordi con altri partiti. Il modello tedesco infatti esclude le formazioni più piccole per via della soglia di sbarramento al 5%, ma allo stesso tempo non assegna la maggioranza assoluta dei seggi nemmeno ai grandi partiti e costringe pertanto a mettere in piedi quella che in Germania è nota come «grosse koalition», una coalizione allargata ai partiti più grandi. In questo senso è stata adombrata l’ipotesi dell’accordo Renzi-Berlusconi per formare un governo, ma l’unione di Pd e Forza Italia appare insufficiente a raggiungere e superare la maggioranza dei seggi alla Camera e al Senato. La matematica dei sondaggi dice che i partiti in grado di superare senza troppi affanni il numero minimo di parlamentari richiesti per formare una maggioranza stabile nei due rami del Parlamento, sono M5S e Pd.

Conti probabilmente già fatti dalla compagine di Grillo, ed ecco per questo la richiesta del M5S di inserire nella nuova legge elettorale in discussione questi punti, senza i quali l’intesa sembra essere piuttosto difficile da raggiungere. Il M5S vuole un premio di maggioranza perché crede di ottenere la prima posizione alle prossime elezioni, e questo lo scioglie dall’obbligo di bussare alle porte del Pd per formare un governo. I grillini sanno che il tempo è dalla loro parte, perché è dalle parti del Nazareno che si vogliono disperatamente le elezioni anticipate e se non si approva la legge entro la finestra estiva, è certo che il voto slitterà all’anno venturo dopo la manovra. Uno scenario che Renzi vuole evitare con tutte le sue forze. La manovra di bilancio deve discutersi alla Camera e al Senato dal 15 ottobre e la sua approvazione definitiva deve arrivare entro il 31 dicembre.

Da Bruxelles guardano con particolare apprensione a questo appuntamento e il governo ha già chiesto in questi giorni uno sconto alla Commissione Ue sulla correzione del deficit dall’0,8% allo 0,3% del Pil per rendere la manovra meno pesante. Se la richiesta dovesse essere accolta, gli interventi strutturali sulla legge di bilancio si alleggerirebbero per circa 8,6 miliardi di euro e l’aumento dell’Iva sarebbe così scongiurato. Ma non è affatto detto che arrivi il placet di Bruxelles a questa soluzione, e quindi il governo potrebbe essere costretto ad approvare una pesante manovra estremamente impopolare.

Renzi lo sa, e vuole evitare di andare a votare dopo una stangata simile, ma sta trascurando anche il ruolo del capo dello Stato. Mattarella in questi giorni è rimasto in disparte e nei prossimi giorni è atteso un suo messaggio alle Camere sulla legge elettorale. Ma le indiscrezioni giunte dal Quirinale fino ad ora parlano di una irritazione del presidente per questi tentativi di Renzi di forzare la mano sulle elezioni anticipate e andare al voto in un momento estremamente delicato per il Paese. Mattarella vorrebbe un Parlamento pienamente funzionale per l’autunno impegnato a trattare con l’Ue sulla legge di bilancio. Se a questo si aggiunge la richiesta del M5S di inserire un premio di maggioranza nella legge elettorale, si ha più di qualche dubbio che si voterà nel prossimo autunno.

Annunci