Intervista a Paolo Becchi su Intelligonews, 07/06/2017


Il Partito Democratico sembra non fidarsi molto del Movimento 5Stelle e teme che sulla nuova legge elettorale i parlamentari pentastellati possano chiamarsi fuori. Ancora di più dopo che Beppe Grillo ha annunciato un emendamento al testo per reintrodurre le preferenze. Il Pd ritiene che in realtà si tratti di un pretesto. Una volta bocciato l’emendamento sulle preferenze (che Forza Italia non accetterà mai e che non vuole nemmeno Renzi) i 5Stelle avrebbero la scusa per votare contro un sistema elettorale che sta dividendo la base e i gruppi parlamentari. Una tesi che il filosofo Paolo Becchi ritiene del tutto irrealistica, perché come spiega ad Intelligonews, Grillo e company non hanno altra scelta che votare a favore, con o senza le preferenze.

Il Pd non si fida dei 5Stelle e teme sgambetti sulla legge elettorale dopo che Grillo ha annunciato un emendamento per reintrodurre le preferenze. Ha ragione Renzi a non fidarsi?

“In Commissione Affari Costituzionali il Movimento 5 Stelle ha votato contro le preferenze e il voto disgiunto, ma ora si trovano in grosse difficoltà. Per giustificare questa operazione a favore della nuova legge elettorale che va contro tutto quello che hanno sempre detto e contro la proposta stessa del modello tedesco che prevede il voto disgiunto, si sono giustificati dicendo che per motivi politici si sono trovati costretti a votare contro le preferenze in Commissione. Ora questa nuova farsa. Per salvare la faccia di fronte all’opinione pubblica presenteranno un emendamento chiedendo di reintrodurre le preferenze che però verrà bocciato. Questo però consentirà loro di giustificarsi e di dire che comunque ci hanno provato in tutti i modi. Se fossero seri dovrebbero alzare le barricate e dire che in caso di mancata approvazione dell’emendamento non voteranno la legge elettorale. Ovviamente non lo faranno mai”.

Potrebbe esserci una diversa ed opposta chiave di lettura? Ossia che i 5Stelle presentino l’emendamento consapevoli che verrà bocciato per chiamarsi fuori dalla partita e non votare la legge elettorale dopo essersi resi conto che non gli conviene farlo?

“Non credo proprio, ormai la strategia è quella di votare la legge elettorale e non torneranno indietro. Anche perché se dovessero tirare troppo la corda Renzi resusciterebbe il Mattarellum che sarebbe la loro morte. Quindi giocoforza dovranno accettare di andare contro tutto quello che hanno sempre sostenuto: pensiamo al v-day dove Grillo ha detto chiaramente davanti a tutti che senza le preferenze non c’è democrazia. Questo passaggio l’ho riproposto in un mio post su Twitter che ha ottenuto più di 8000 visualizzazioni  Le preferenze non ci saranno sicuramente e questo genera maretta nel gruppo. Ci sono persone popolari come Paola Taverna che continuano ad avere un largo seguito elettorale e che non vogliono votare la nuova legge frutto dell’inciucio Renzi-Grillo-Berlusconi. Da qui quindi la mossa di Grillo che ha tirato fuori questo emendamento per fare melina, far contenti tutti sapendo che tanto non servirà a niente. La strategia è stata sbagliata sin dall’inizio”.

Cosa avrebbero dovuto fare i 5Stelle secondo lei?

“Quando hanno visto che Berlusconi tirava per il proporzionale, loro hanno rilanciato il modello tedesco quando invece avrebbero dovuto proporre il testo votato dalla rete nel 2014, un modello che avrebbe potuto trovare a mio giudizio anche ampie covergenze. Un sistema spagnolo con preferenze e con riferimenti al modello svizzero. Grillo invece l’ha preso e l’ha buttato via come ha fatto con le firme raccolte per il referendum sull’euro. Sulla legge elettorale hanno cambiato idea 50 volte. Dopo aver scartato il sistema votato dalla rete, hanno proposto il modello tedesco puro con voto disgiunto ignorando che il numero dei parlamentari in Germania è variabile, mentre da noi è imposto dalla Costituzione. Io dico, hanno pure un giudice alla Corte Costituzionale, il giurista Modugno. Ci voleva molto a chiamarlo facendosi consigliare su come contemplare il sistema tedesco puro con la Costituzione italiana evitando le farse che stiamo vedendo?”.

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