Intervista a Paolo Becchi su Intelligonews, 09/06/2017


Il patto a quattro Pd-Fi-M5S-Lega sulla legge elettorale non esiste più. A metterci sopra la pietra tombale è stato il voto segreto su un emendamento marginale firmato da Micaela Biancofiore (Forza Italia), passato contro il parere del relatore. L’emendamento che in pratica puntava a ridisegnare i collegi uninominali nel Trentino Alto-Adige è passato con 270 sì, 256 no e un astenuto. E’ bastato questo per far saltare la coalizione pro-tedeschellum. Per l’intera giornata Pd e Cinque Stelle si sono rinfacciati l’accusa di aver fatto saltare il banco. E ora se il Pd accusa i grillini di essere inaffidabili, i 5Stelle rispondono che in realtà è Renzi a voler affossare il sistema tedesco per resuscitare il Matterellum o andare a votare con i sistemi elettorali vigenti e corretti dalla Consulta. Lo stesso Renzi pare che abbia confidato a Berlusconi di non riuscire a controllare i franchi tiratori nel Pd dove sono in molti, ad iniziare dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando, a non volere il sistema tedesco. Ma di chi sono effettivamente le responsabilità della rottura? Chi l’ha voluta realmente, Renzi o Grillo? E chi esce sconfitto? Per il filosofo Paolo Becchi il grande sconfitto è Renzi e ad Intelligonews spiega come secondo lui a far saltare l’accordo siano stati, solo ed unicamente, i 5Stelle.

Fra Pd e M5S è scambio di accuse reciproche sulle responsabilità della rottura? Ma come stanno davvero le cose?

“La colpa è dei 5stelle non c’è alcun dubbio e lo dimostra il fatto che sul blog di Grillo è apparso un post in cui si diceva che si sarebbe fatta rivotare la base fra sabato e domenica. Lì ho capito che il patto stava vacillando e che Grillo e company volevano tirarsi fuori. Del resto era inevitabile se si considera che dentro il Movimento il modello proposto è osteggiato da molti. C’era uno scollamento profondo fra il progetto originario del Movimento nato anche sulla battaglia per il ripristino delle preferenze e i tatticismi degli ultimi tempi. Prima il legalicum, poi il sistema tedesco puro, poi il tedesco meno puro, poi il premio di maggioranza, poi il proporzionale senza preferenze, poi l’emedamento per resuscitarle. Direi che l’ala pura dei 5Stelle ha avuto la meglio nel dire basta a questo teatrino”.

Ma davvero i franchi tiratori sono tutti fra i grillini?

“Non è una questione di franchi tiratori, i franchi tiratori qui non c’entrano proprio nulla. E’ che se si fa un accordo questo deve essere condiviso nella sua interezza, non può essere votato a pezzi. Forza Italia per esempio ha votato contro l’emendamento della Biancofiore nonostante si trattasse di una sua parlamentare, questo perché c’era un accordo complessivo che non prevedeva quel tipo di emendamento. I 5Stelle invece si sono sfilati e per pura tattica elettorale”.

Ma scusi, il modello tedesco non era quello che alla fine poteva favorire meglio i pentastellati?

“Infatto i 5Stelle sul principio si sono accordati su questa legge perché anche a loro tornava la più utile. Poi però Grillo ha capito che approvare oggi la legge elettorale significa fare un favore a Renzi che vuole andare a votare il prima possibile. Ma perché il segretario del Pd vuole votare subito? Molto semplice: vuole bruciare i tempi per impedire la nascita di un blocco alla sinistra del Pd e votare prima dell’approvazione della Legge di stabilità che sarà molto dura e difficilmente sostenibile per gli italiani. Teme che votare a fine legislatura farà perdere consensi al partito. Grillo che non è uno stupido lo ha capito e quindi ha mandato tutto all’aria. Ha capito che il M5S stava svendendo tutto quello in cui ha sempre creduto per fare gli interessi politici ed elettorali di Renzi”.

Quindi secondo lei il vero sconfitto è Renzi?

“Mi pare evidente, anche perchè i 5Stelle alla fine con questa ossa riusciranno a salvare la faccia, ricompattando il partito e convincendo ancora una volta gli elettori di aver fregato gli altri. Poi che siano inaffidabili lo sanno tutti, lo hanno dimostrato in mille occasioni, non sarà questo a fargli perdere voti. Ora certo che la parola d’ordine è quella di far passare il messaggio che a volere la rottura sia stato Renzi. Ma l’ex Premier è quello che in questa storia ci rimette di più. Allungare le elezioni significa per lui perdere consensi per i motivi suddetti. Quindi è poco credibile che Renzi abbia fatto saltare l’accordo per autodistruggersi. Ora sarà interessante capire come si uscirà da questo impasse”.

Cosa potrebbe accadere?

“Sarà molto difficile dopo una rottura di questo tipo riprendere una trattativa e chiudere un nuovo accordo. Secondo me le elezioni anticipate si allontaneranno a tutto svantaggio di Renzi e a vantaggio di Grillo che ancora una volta saprà illudere molto bene gli italiani.”

E Berlusconi, cosa farà?

“Berlusconi lasciamo stare, meglio non parlarne. Temo che abbia perso ormai da tempo la lucidità politica. Al Corriere della Sera fa un elogio del sistema tedesco e dichiara che l’accordo è solido e reggerà in aula. Dopo poche ore salta tutto. Ci perde Renzi ma ci perde pure Berlusconi anche perché saranno sempre di meno gli elettori che si recheranno alle urne e quelli che lo faranno voteranno in maggioranza per i 5Stelle nonostante la loro conclamata inaffidabilità”.

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