Intervista a Paolo Becchi su Intelligonews, 12/06/2017


La disfatta del Movimento 5Stelle si è registrata soprattutto a Genova, la roccaforte di Beppe Grillo dove l’ex comico ha fatto di tutto per imporre il fedelissimo Luca Pirondini, fino ad invalidare il risultato delle consultazioni online per la scelta del candidato sindaco che avevano invece decretato la vittoria di Marika Cassimatis (che poi si è comunque candidata con una propria lista). Genovese è anche il filosofo Paolo Becchi che ha analizzato con Intelligonews le ragioni di questa Caporetto grillina. E diversamente da Massimo Cacciari arriva a definire la sconfitta del M5S una vittoria del populismo.

Il M5S è fuori dai ballottaggi nelle grandi città. Una punizione forte per Grillo e company?

“Per un partito che dice di essere la prima forza politica del Paese, non andare al ballottaggio in nessuna grande città non è certo un incidente di percorso o una semplice battuta d’arresto.  Il risultato lo definirei drammatico. Le cause sono evidenti: il cambiamento di linea e il fatto che nelle amministrazioni in cui governano non ne fanno bene una. A parte Roma e Torino, direi che ovunque sono al governo, vedi Livorno, le città del Sud o delle Isole, i risultati sono fallimentari. Mi viene da pensare a quando Grillo sconfessò la Cassimatis dopo aver vinto le primarie online a Genova e disse ai militanti: ‘Fidatevi di me’. Oggi abbiamo avuto la prova che la fiducia è una cosa seria e gli elettori la danno alle cose serie. La gente ha capito che quel ‘fidatevi di me’ è la negazione stessa della democrazia”.

Da genovese, si aspettava un risultato così umiliante per Grillo proprio nella sua città?

“Genova rappresenta un laboratorio per le prossime elezioni politiche e per la prossima legge elettorale. Dal dopoguerra ad oggi ha sempre avuto una consolidata tradizione di città rossa, quindi la sconfitta non è soltanto del M5S ma anche del Pd. Doria fu eletto col 48% dei voti, Crivello oggi è appena al 33%. Una perdita consistente e notevole per la sinistra a tutto vantaggio della Lega Nord e del centrodestra. Se Genova confermerà questo risultato al ballottaggio e prevarrà il centrodestra, diventerebbe un laboratorio politico per una nuova legge elettorale non più proporzionale ma maggioritaria e per le prossime elezioni politiche dove vedo in forte ascesa la Lega. Lo straordinario risultato del centrodestra a Genova non lo ha determinato Forza Italia ma è tutto merito del Carroccio e di Edoardo Rixi che è stato capace di costruire qualcosa di grande e di straordinario”.

Con i risultati di oggi possiamo dire come sostiene Cacciari che è finita l’età della rottamazione, del populismo e dell’antieuropeismo?

“Non sono d’accordo con chi sostiene che il populismo sia finito. Perché affermare una cosa simile? Soltanto perché ha perso il Movimento 5Stelle? Assolutamente no signori, il M5S non è un movimento populista ma un movimento che mira alla conservazione del Paese. La sua sconfitta invece è proprio la più grande vittoria del populismo, è la Lega che ha vinto queste elezioni e la Lega in Italia è l’unica vera forza populista e sovranista. Grillo non ha più niente a che fare col populismo, lui il populismo lo ha tradito e il populismo lo ha punito. Questo andrebbe scritto sui giornali, questa è la vera analisi da fare su queste elezioni”.

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