Di Paolo Becchi su Libero, 21/07/2017


Uno dei miei ultimi articoli apparsi su Libero (18 luglio 2017) riguardava il «passo indietro» di Grillo dopo le prossime elezioni politiche ed è stato scritto mentre leggevo un libro di cui oggi voglio parlarvi: “Grillodrome. Dall’Italia videocratica all’impero del clic” di Rinaldo Mattera, pubblicato da Mimesis.

L’autore è un informatico sociale che probabilmente (ma posso sbagliare) sogna una nuova sinistra, solidale con migranti, con il “ci vuole più Europa”, con il “politicamente corretto”. Sarebbe tuttavia un errore non occuparsi dello studio di Mattera, perché anche se può essere letto come “una critica della ragione digitale”, e ce ne sono già molte sul mercato, non è a mio avviso interessante per questo. Che internet, la rete, da strumento di liberazione possa trasformarsi in strumento di controllo ancora più pervasivo e invasivo di altri media tradizionali come la tv oggi è ammesso anche da coloro (come il sottoscritto) che, nonostante tutto, continuano a ritenere che i ribelli attualmente ahimè sono soprattutto digitali: sono loro che cercano di rendere il nostro mondo più trasparente e più libero. Ed in fin dei conti è proprio attraverso la rete che può nascere sotto il profilo della conoscenza una “intelligenza collettiva” (Pierre Lévy) e sotto il profilo politico un nuovo tipo di partecipazione democratica più diretta. Ebbene il merito indiscutibile di questo lavoro di Mattera è di mostrare, con argomenti difficilmente contestabili, come il M5s attraverso in particolare la Casaleggio & Associati stia programmando in Italia un progetto di annientamento della democrazia, o meglio un suo superamento verso una società postdemocratica. Come Videocrome, il film di David Cronenberg, dietro la facciata di un programma tv inquietante nascondeva un programma per l’annientamento di cittadini devianti, così Grillodrome (ecco la spiegazione del titolo del libro) mira, dietro la facciata della democrazia diretta, all’annientamento della democrazia, con il controllo tecnocratico e aziendalistico da parte della Casaleggio & Associati di ogni forma di opposizione e di dissenso, al momento all’interno del nuovo partito pentastellato, che di fatto ha sostituito il Movimento delle origini, e in futuro all’interno di tutta la società.

Utilizzando strumentalmente l’idea di dare voce al “popolo della rete” la Casaleggio & Associati ha creato, con l’aiuto di Grillo e la sua capacità di attrarre le masse, in realtà un “dispositivo di controllo” in senso foucaultiano, che sta finendo per consegnare il popolo intero e non solo quello della rete nelle mani di pochissime persone, professionisti della comunicazione telematica, non eletti da nessuno e privi di qualsiasi legittimazione democratica. Ma concludiamo con alcuni passaggi dell’autore e l’invito alla lettura di questo libro veramente interessante:

Attraverso le piattaforme proprietarie e i quadri intermedi si gestiscono le web-star del movimento e si dirige l’attività politica degli eletti, mentre la base spesso non può far altro che ratificare, votazioni mai certificate con criteri di sicurezza informatica per validarne l’effettiva regolarità ( …). L’agire democratico si riduce principalmente alle possibilità interattive offerte dalla presenza nell’arena virtuale, dove i cittadini-avatar sono invitati a partecipare alla rivoluzione, come in un gioco, con un clic o un like. Si delinea in tal modo un dispositivo attanziale collettivo nel quale l’empowerment del singolo – dalla retorica dell’uno vale uno al “condividi, fai girare” – passa attraverso la gamificazione del discorso politico e una formazione ideologica tendenzialmente fanatica, quasi da setta religiosa.

Niente paura per i termini tecnici, l’autore spiega tutto in ampie note. Il libro ha una prefazione di Alessandro de Cesaris e si chiude con una postfazione di Gianfranco Marelli.

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