Di Paolo Becchi e Cesare Sacchetti su Libero, 28/07/2017


I ricorsi dei migranti rischiano di far saltare il sistema giudiziario tedesco. A lanciare l’allarme sulla testata Redaktionsnetzwerk Deutschland (la Rnd) è un autorevole rappresentante dei giudici tedeschi, Robert Seegmüller, presidente dell’associazione dei giudici amministrativi tedeschi. Seegmüller spiega che «la situazione è drammatica per i tribunali amministrativi» e il punto di rottura è estremamente vicino, dal momento che i tribunali sono intasati dalla mole di ricorsi dei migranti contro i decreti di espulsione dalla Germania. Il magistrato aveva già lanciato un appello la scorsa primavera affinché fossero riviste le procedure per limitare i ricorsi dei migranti, ma il suo allarme era caduto nel vuoto.

Il sistema giudiziario tedesco prevede che i migranti espulsi possano presentare appello contro le decisioni prese in primo grado, e le associazioni di avvocati che li assistono in Germania sono piuttosto solerti nell’aiutare i migranti a presentare ricorso. Nel frattempo la macchina amministrativa inevitabilmente finisce per intasarsi e chi è stato espulso può contare sul rallentamento delle pratiche giudiziarie, mentre continua a rimanere in Germania. Alcuni tribunali hanno segnalato che i tempi di attesa sono di almeno 2 anni prima di arrivare ad un giudizio definitivo. Quanto sta accadendo sta mettendo a dura prova la macchina amministrativa del Bamf, l’ufficio federale per l’immigrazione e i rifugiati, che ha ricevuto una pioggia di ricorsi da migliaia di migranti contro i provvedimenti di espulsione. In alcuni casi, il Bamf si è persino visto costretto a risarcire i richiedenti asilo, come accaduto nei confronti di un somalo che si è rivolto a un’altra corte per una richiesta di risarcimento danni per gli eccessivi tempi della giustizia amministrativa tedesca. Le richieste di risarcimento dei migranti nel 2016 sono state pari a 5.800, più del doppio rispetto alle 2.300 del 2015.

Secondo le stime fornite dalla Rnd, attualmente ci sono 250.000 domande pendenti di richiedenti asilo davanti alle corti amministrative tedesche. Seegmüller precisa che «il sistema giudiziario amministrativo non può sopportare un tale numero nel lungo periodo». La situazione potrà essere gestibile ancora per un po’ ma non in maniera duratura, perché «ad un determinato momento, il sistema crollerà». La situazione del sistema giudiziario tedesco ha delle similitudini con quello statunitense, messo a dura a prova anch’esso dalla mole di ricorsi dei richiedenti asilo e senza personale sufficiente per gestire tutte le domande. I migranti quindi tornano ad essere una delle questioni più annose per la politica in Germania, dopo che nei mesi scorsi era stato scoperto un complotto all’interno delle forze armate tedesche, dove un gruppo di soldati pianifica l’omicidio di esponenti politici della sinistra. Uno di questi soldati era riuscito persino ad assumere l’identità di un rifugiato siriano, circostanza che ha portato a rivedere le domande di ammissioni di 100.000 siriani, rallentando ancora di più le procedure per i richiedenti asilo.

Annunci