Di Paolo Becchi su Libero, 01/08/2017

Salvini si trova in Sicilia di fronte ad una difficoltà inestricabile, un nodo gordiano, che può essere tagliato solo con una sua decisione politica.


Berlusconi è in piena salute e si sta giocando tutte le sue carte. Ha capito, come Grillo del resto, che la partita decisiva si gioca in Sicilia, ha capito che chi vince nell’isola ipoteca fortemente le prossime elezioni politiche in Italia.

Grillo ha bisogno di far dimenticare Roma e la Raggi. Ormai è del tutto evidente che la scommessa sulla Capitale è persa. Quando dalla lotta politica si passa alle querele vuol dire che sei alla frutta. E allora ha bisogno di dirottare l’attenzione sulla Sicilia, dove cercherà di far dimenticare il risultato deludente delle elezioni comunali di Palermo (e non solo di questa città) e di bissare quanto già fatto nel 2012: non dimentichiamolo, il voto alle politiche del 2013 fu anticipato dal successo ottenuto alle regionali siciliane. Da settembre in poi, dopo aver incoronato a Rimini Luigi Di Maio candidato premier, tutto il Movimento si concentrerà sulle elezioni regionali siciliane. E Grillo, sotto la direzione della società di marketing che di fatto ormai attraverso la “piattaforma Rousseau” dirige il Movimento pentastellato, sarà probabilmente presente in prima persona in appoggio ad un suo candidato fedelissimo, Cancellieri. Gli errori fatti a Roma non si ripeteranno. O almeno così spera. Recuperare credibilità, questo lo scopo.

Questa tuttavia non è solo una partita decisiva per Grillo, ma anche per Berlusconi. E Berlusconi lo ha capito. Di tutto si potrà dire dell’uomo tranne che non abbia grande fiuto politico. Se vince in Sicilia prende due piccioni con una fava: si conferma leader del centrodestra, mettendo all’angolo Salvini, e ipoteca seria-mente le prossime elezioni politiche. Il disegno è chiaro e può farcela. La Sicilia è sempre stata un serbatoio di voti per Forza Italia e anche se nell’ultimo periodo ne ha persi molti di voti può recuperare, tenendo soprattutto conto del fatto che il PD con Crocetta è allo sbando. Di fatto non hanno ancora neppure un candidato governatore. E comunque è poco rilevante: la partita è persa. Insomma la partita si gioca tra Grillo e Berlusconi.

Salvini invece può contare su forze molto limitate. Per questo la Lega si trova oggi in difficoltà. Il nodo da sciogliere è difficile. Se Salvini sta al gioco di Berlusconi il centrodestra unito ha buone possibilità di vincere in Sicilia, ma questa vittoria non è come a Genova una sua vittoria, ma è come in Liguria una vittoria di Berlusconi, che in questo modo si conferma leader dell’intero centrodestra. Se Salvini si sfila e decide in Sicilia di correre da solo, Berlusconi potrebbe non farcela di un soffio, e a vincere sarebbe il Movimento Cinque Stelle, ed in questo modo è probabile anche la vittoria alle prossime elezioni politiche. Grillo ha fatto il suo gioco, Berlusconi anche, la prossima mossa tocca a Salvini.

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