di Paolo Becchi su Libero, 10/05/2018


Siamo di fronte ad un incredibile colpo di scena? Non sappiamo come andrà a finire, ma il fatto che il Presidente abbia concesso ancora 24 ore è il segno che qualcosa si sta muovendo. Si sta ora probabilmente cercando una soluzione “tecnica” per consentire a Berlusconi di uscire nel modo migliore da questa vicenda. Cosa ha mosso Berlusconi a ritornare sui suoi passi, a mettere in discussione una decisione che sembrava irremovibile? Tutti staranno pensando a chissà quali offerte o al pericolo di elezioni anticipate imminenti, che per Forza Italia sarebbero ora molto rischiose. Non c’è dubbio che lo spauracchio delle elezioni sia stato utilizzato da Di Maio e da Salvini, ma questo argomento era ben noto a Berlusconi anche domenica sera quando la rottura con Salvini sul nodo del governo era evidente. E allora cosa ha fatto scattare ieri nella testa di Berlusconi un possibile ripensamento?

Berlusconi è un uomo che ne ha fatte di tutti i colori, ma essere definito «il male assoluto» era troppo. L’uomo si è sentito – giustamente – ferito nell’amor proprio. Ci voleva qualcosa che gli facesse capire che era stata solo una battuta infelice, detta nella foga della polemica politica. Ci voleva qualche parola che colpisse nel cuore Berlusconi e queste parole le ha pronunciate Di Maio, ieri in tarda mattinata, quando per la prima volta ha detto che non c’era un veto nei confronti di Berlusconi e ha parlato di lui in modo molto conciliante. Berlusconi è un uomo anziano, che ha avuto seri problemi di salute. Ecco io credo che dopo quelle parole il leader di Forza Italia abbia cominciato a meditare sulla sua decisione. La mossa di Di Maio è stata geniale. Avrà anche commesso errori in questi mesi, ma ha capito che non bastava Salvini per convincere con la ragione Berlusconi, ha capito che doveva dire qualcosa anche lui, puntando sulle emozioni. E l’ha fatto. Di Maio ha fatto un passo importante e Berlusconi lo ha apprezzato. A volte si parla tanto di programmi, di contratti politici, e si dimentica che la politica la fanno gli uomini con i loro sentimenti e con le loro passioni. Se ci sarà un via libera ad un governo politico non sarà per l’abolizione della legge Fornero o per l’introduzione del reddito di cittadinanza o la flat tax, ma per quel piccolo riconoscimento che è arrivato quando la partita sembrava già finita.