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Il seguente elenco è solo parziale.

 

 


Morte cerebrale e trapianto di organi. Nuovi studi

9788837228989_0_0_300_80Editore: Morcelliana
Anno edizione: 2015
Pagine: 256 p.

Il volume offre un quadro aggiornato delle più recenti ricerche scientifiche sul tema della morte cerebrale e del dibattito che hanno suscitato in ambito etico, con una ricostruzione critica delle norme previste nel nostro Paese per il suo accertamento. Se si è preteso di risolvere la questione delle persone in coma apneico irreversibile semplicemente ridefinendo la morte in termini cerebrali, i test standard oggi previsti non sono compatibili con questa definizione. È quindi improrogabile una modifica delle norme vigenti alimentata da una riflessione etica e giuridica sulle condizioni che rendono leciti la sospensione delle terapie intensive e l’eventuale prelievo degli organi.


Trapianto di organi e criteri allocativi

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Editore: Giappichelli
Anno edizione: 2015
Pagine: IX-142 p.
Ogni anno la vita di centinaia di migliaia di persone in attesa di un trapianto dipende unicamente da un gesto di generosità: la donazione di un organo. Purtroppo gli organi reperiti in questo modo non sono sufficienti e la terapia del trapianto deve confrontarsi con un’inevitabile scarsità delle risorse. Per questa ragione da più parti si ritiene necessario abbandonare l’etica del dono, dimostratasi inefficiente e sostituirla con la nazionalizzazione dei cadaveri o la loro commercializzazione. Entrambe le ipotesi sono tuttavia altamente problematiche sotto il profilo etico e giuridico. Siamo dunque condannati al sistema attuale? Gli autori del libro credono di no. Con questa monografia, per la prima volta nel nostro Paese, si introduce nel dibattito un nuovo criterio: quello della reciprocità, peraltro compatibile con la dimensione etica del dono. Si tratta di assegnare una priorità di ricezione a chi abbia dichiarato la propria volontà di essere donatore. A chi dà sarà dato.

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Editore: Morcelliana
Anno edizione: 2013
Pagine: 144 p.

Dopo il “principio speranza” di Ernst Bloch e quello della “responsabilità” di Hans Jonas, un terzo principio si è imposto negli ultimi anni al centro del dibattito filosofico: “il principio dignità umana”. Se nei momenti più drammatici del Novecento, di fronte all’orrore dei totalitarismi, si tornò a riflettere sul senso della dignità, non è un caso che agli inizi del nuovo secolo si stia facendo altrettanto. In questo saggio, dopo aver tracciato la storia del concetto da Cicerone a Kant, è messo in evidenza come, dopo la seconda guerra mondiale, la dignità da ideale etico si sia trasformata in principio giuridico presente nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) e in alcune Carte costituzionali. Una trasformazione che ha suscitato interrogativi filosofico-giuridici e ancor oggi, con l’insorgere dei dilemmi bioetici, provoca un conflitto di interpretazioni – proprio perché in quel principio è in gioco la destinazione dell’uomo.


La giustizia tra la vita e la morte. Welby, Englaro e il testamento biologico

Editore: Giappichelli
Anno edizione: 2012
Pagine: XII-358 p.

Le due vicende giudiziarie che vengono qui di seguito presentate e discusse hanno animato e diviso l’opinione pubblica del nostro Paese, occupando per lunghi mesi le pagine dei giornali e dei programmi televisivi. Si tratta dei “casi” di Piergiorgio Welby e di Eluana Englaro. Il primo affetto da una malattia neurologica degenerativa, la seconda sopravvissuta, grazie ai mezzi tecnici di cui oggi la medicina dispone, ad una terribile incidente stradale ma con un gravissimo deficit neurologico che la riduceva a vivere in “stato vegetativo”. Welby era perfettamente cosciente del suo stato, Englaro, a quanto ci è dato sapere, no. Il primo caso tutto concentrato nel giro di pochi mesi, il secondo che si prolunga per anni. Due casi, dunque, molto diversi, accomunati forse dall’essere entrambi murati vivi nel loro corpo. Tanto dal punto di vista morale quanto da quello giuridico si confrontano, in essi, due diverse concezioni della vita. Sotto il profilo giuridico tutto ciò investe il problema del diritto alla vita e del diritto di morire. Ma vi è, sotto il profilo giuridico, anche un altro modo per considerare queste vicende, e cioè quello del diritto positivo, che consiste nell’analizzare come i due casi sono stati affrontati dai giudici che sono stati chiamati a decidere sulla base delle leggi esistenti, nel primo caso, su una richiesta di so-spensione di un trattamento non più voluto, fatta dall’interessato, nel secondo su una richiesta di sospensione di un trattamento fatta dal tutore dell’interdetta.


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Editore: Morcelliana
Anno edizione: 2011
Pagine: 120 p.

Queste pagine fotografano lo stato attuale della discussione sul cosiddetto testamento biologico, esaminando la proposta di legge “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento”, riportato in Appendice. Ci si sofferma in particolare su tre nodi fondamentali: il momento in cui le dichiarazioni anticipate di trattamento assumono rilievo; il limite entro il quale sono vincolanti; il problema di idratazione e alimentazione artificiali. Per ciascuno di questi punti la soluzione adottata appare insoddisfacente e l’autore, con un’analisi puntuale del testo, ne spiega il motivo di fondo: se la disciplina dovesse rimanere questa, le dichiarazioni sarebbero meramente orientative e comporterebbero una forte limitazione della libertà di autodeterminazione dei singoli. Andando oltre questo rilievo critico, si offrono qui concrete proposte per migliorare il disegno di legge.


Kant diverso. Pena, natura, dignità

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Editore: Morcelliana
Anno edizione: 2011
Pagine: 120 p.

Quale eredità ci ha lasciato Kant? A partire dai suoi primi scritti sino alle sue opere fondamentali, si delineano qui – e vengono discussi – i concetti chiave della sua ‘filosofia pratica’, e i loro effetti sino a oggi: pena, (doveri verso la) natura, dignità. Categorie che, se in Kant hanno una fondazione morale, si declinano anche in senso giuridico. È il caso emblematico della pena – oggetto del primo capitolo – con riferimento alla quale Kant, al di là degli scopi che con essa si possono perseguire, è alla ricerca di un principio di giustificazione. Centrale anche il rapporto fra l’uomo e la natura, indagato nel secondo capitolo. Di fronte alle sfide dello sviluppo e dell’ambiente, alle urgenze dell’ecosistema, paiono trasformarsi gli stessi termini in gioco: le teorie etiche che coinvolgevano il soggetto-uomo si estendono ora ad altri soggetti, agli animali e al pianeta. E che ne è della dignità umana? Il terzo capitolo evidenzia che l’attuale dibattito intorno a questo principio è certamente diverso da quello verificatosi nell’immediato dopoguerra. E tuttavia, ora come allora, se non basta il semplice ritorno a Kant per risolvere i problemi, il richiamo al ‘nocciolo duro’ della dignità, che consiste nel considerare l’uomo come ‘fine in sé’, può continuare a offrire un punto cardinale per orientarsi.


Giuristi e principi. Alle origini del diritto moderno

Editore: Aracne
Anno edizione: 2010
Pagine: 216 p.

Quali sono le origini filosofiche del diritto moderno? La presente opera intende rispondere a questa domanda ponendo in stretta relazione lo sviluppo delle idee con l’evolversi del diritto concretamente esistente. Il filo conduttore è il processo da cui è scaturita nell’Europa continentale la codificazione del diritto. Vengono qui presentate le radici giusnaturalistiche della moderna idea di codice, la sua affermazione nell’Illuminismo e la sua crisi che sfocia nello storicismo giuridico. Per coloro che oggi si avvicinano allo studio del diritto può essere quanto mai utile un’introduzione che, analizzando gli autori e le principali Scuole, chiarisca al contempo il modo in cui si sono formate le nostre organizzazioni giuridiche.


Hans Jonas. Un profilo

Editore: Morcelliana
Anno edizione: 2010
Pagine: 186 p.

Nella sua lunga vita (1903-1993) Hans Jonas ha attraversato tre tappe fondamentali: nella prima si è occupato del passato (la gnosi tardo-antica), nella seconda del presente (gli sviluppi delle scienze naturali e, in particolare, della biologia), nella terza del futuro (un’etica della responsabilità per la civiltà tecnologica). Solo per quest’ultima si è reso noto ai più. Ma in tutte queste tre tappe egli ha lasciato un segno profondo. Ripercorrendone i momenti salienti, questo saggio intende offrire un profilo di Jonas che insista sui nodi decisivi della sua riflessione filosofica. Ne cerca i tratti caratterizzanti, mettendo a disposizione alcuni materiali jonasiani difficilmente reperibili. Completa il volume un’ampia bibliografia curata da Sahayadas Fernando.


La vulnerabilità della vita. Contributi su Hans Jonas

Editore: La Scuola di Pitagora
Anno edizione: 2008
Pagine: 344 p.

Nella sua lunga vita Hans Jonas (1903-1993) ha attraversato tutto il Novecento, seguendo un percorso affascinante che lo ha portato dalla storia delle religioni alla filosofia della natura e, infine, all’etica e alla bioetica.
Nelle diverse stazioni lungo le quali si snoda il suo itinerario intellettuale egli ha lasciato un segno inconfondibile ed è quel che si cercherà di evidenziare in questo lavoro, mostrando la ricchezza della sua proposta filosofica, ma anche alcuni suoi limiti.
Rimettere al centro dell’attenzione la vita non significa ricadere in forme di vitalismo romantico, ma cogliere nell’età della tecnica il senso della sua vulnerabilità e della nostra responsabilità verso di essa.

 


Prospettive bioetiche di fine vita. La morte cerebrale e il trapianto di organi

Editore: Franco Angeli
Anno edizione: 2008
Pagine: 240 p.

Nel 1968 l’Ad Hoc Committee della Harvard Medical School stabilì che i pazienti con lesioni cerebrali irreversibili, collegati alle apparecchiature per la ventilazione artificiale, potessero essere dichiarati morti perché in stato di morte cerebrale. L’opera analizza la diffusione dei criteri per determinare la morte cerebrale e i nodi critici del dibattito internazionale di fine Novecento sui presupposti medico-biologici e filosofici sottesi a quei criteri e discute gli aspetti giuridico-legislativi italiani sull’accertamento della morte e la donazione degli organi. Il quesito cruciale che oggi deve essere posto al centro dell’attenzione è il seguente: poiché i pazienti in morte cerebrale non sono cadaveri, a quali condizioni si potrà precedere al prelievo dei loro organi?


Morte cerebrale e trapianto di organi

Editore: Morcelliana
Anno edizione: 2008
Pagine: 200 p.

La “morte cerebrale totale” è una definizione scientifica attendibile della morte? Una persona il cui cervello ha smesso irreversibilmente di funzionare è già un cadavere? Il libro cerca di offrire una risposta a questi (ed altri) inquietanti interrogativi prendendo le mosse dalla celebre ridefinizione della morte in termini neurologici risalente alla fine degli anni Sessanta. Vengono presentate e discusse diverse posizioni sia in ambito medico-scientifico, sia in ambito filosofico, tutte peraltro convergenti nel mettere in evidenza come la nuova definizione della morte sia stata soprattutto un abile escamotage: quello di definire morti esseri umani che di fatto ancora non lo sono, in modo da legittimare il prelievo a cuore battente dei loro organi.


Paradigmi perduti. Karl-Heins Ilting in dialogo con i suoi autori

Editore: Bibliopolis
Anno edizione: 2005
Pagine: 232 p.
ISBN: 9788870883985

Ilting è noto in Italia per i suoi studi hegeliani e per l’attività editoriale ad essi connessa. In questo volume però si vuole ricostruire il suo cammino filosofico mettendone in luce la complessità e relazionandolo ai suoi autori di riferimento: innanzitutto Carl Scmitt, e per suo tramite Hobbes, che svolge un ruolo decisivo nella sua formazione, e poi naturalmente Hegel, a cui, come ha rilevato Jaques D’Hondt, Ilting ha sacrificato la parte più originale del proprio pensiero, quel pensiero che lo ha aveva portato a polemizzare con Habermas ed Apel e che, nel tentativo di trovare un fonadmento trascendentale alla filosofia pratica, aveva finito per riavvicinarlo in qualche modo a Kant.


Hans Jonas. Il filosofo e la responsabilità

Curatore: C. Bonaldi
Editore: AlboVersoio
Anno edizione: 2004
Pagine: 156 p.

Un’introduzione al pensiero di Hans Jonas che è anche un confronto serrato con le sue proposte: i saggi presenti in questo volume intendono fornire un primo orientamento alla complessa e articolata riflessione filosofica del pensatore tedesco, senza esimersi dall’entrare nel merito delle questioni da lui sollevate. Il contributo di Becchi ne presenta le direzioni di fondo, recependo e sviluppando i risultati più recenti della critica jonasiana, i due scritti di Apel e Ricoeur, punti di riferimento essenziali nella letteratura su Jonas, mettono in luce con grande lucidità – quale è da attendersi da due personalità così eminenti nel panorama filosofico contemporaneo – questioni problematiche fondamentali su cui ancora oggi è viva la discussione.